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I leoni malnutriti allo zoo sudanese diventano un caso social e parte una raccolta per sopperire alla mancanza di soldi pubblici. Tutto è partito dalla denuncia di un cittadino che, visitando L’Aqurashi Family Park della capitale del Sudan, Khartum, ha notato lo stato pietoso in cui versavano gli animali. Osman Salih, questo il nome del visitatore, è rimasto talmente scosso da decidere di non rimanere con le mani in mano e intervenire.

Il Sudan, dopo il colpo di stato di circa un anno fa, è sottoposto a una gravissima crisi economica. La popolazione fa molta fatica a riprendere una sorta di normalità socio-economica e le tremende condizioni dello zoo della capitale non sono che l’ennesima dimostrazione della profonda povertà dello Stato.

Osman Salih, quando è arrivato nei pressi dei grossi felini, ha avuto un tuffo al cuore per lo spettacolo agghiacciante offerto ai suoi occhi: cinque leoni, due femmine e tre maschi, malati e in grave stato di denutrizione. Gli animali, visibilmente provati, faticavano a reggersi sulle zampe e presentavano tutti le ossa sporgenti dalla pelle. Salih quindi ha scelto di non stare a guardare: ha subito lanciato un appello dai suoi profili di Facebook e Twitter, seguito dall’hashtag #SudanAnimalRescue, con lo scopo di aiutare i felini.

il personale dello zoo ha ammesso di non avere i fondi necessari per sfamarli e curarli in modo adeguato già da diverse settimane. Inoltre, le pessime condizioni igieniche del parco accelerano il diffondersi delle infezioni. I felini hanno già perso due terzi del loro peso corporeo e quel pochissimo cibo che riescono ad assumere è offerto dalla generosità del personale dello zoo (che acquista viveri di tasca propria) e di qualche privato cittadino.

Di questi giorni, la notizia della morte di una delle leonesse, nonostante la campagna avviata da Salih stia avendo un discreto seguito in tutto il mondo.