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Caro Ministro,
sono un’insegnante del Nord.
Nata al Nord, vissuta al Nord, insegno al Nord.

Sono decisamente allibita per le sue parole nei confronti dei colleghi del Mezzogiorno.

“Si devono impegnare di più” in che senso, scusi?
Ovvero devono diventare nevrotici come noi al Nord, correre dalla mattina alla sera, fare verifiche su verifiche, sparare nozioni a raffica che i ragazzi ingurgiteranno per poi rigettarle nell’ennesima interrogazione o verifica, per scordarsele tranquillamente 1 mese dopo?

Per inciso, chi le dice che già non lo facciano?

Piuttosto, si chieda: possiamo parlare di Scuola con classi pollaio, con programmi mastodontici che non permettono il minimo approfondimento, con l’Invalsi che decide cosa e quando dobbiamo fare (“fare, fare, fare!…. mai essere), con le tabelle di valutazione e la media matematica dei voti?

Con la mole dei compiti quotidiani (non certo per volontà dei colleghi, ma vostra e dei vostri programmi) che costringono le famiglie, quelle attrezzate, a una sorta di Home Schooling pomeridiano?

Le ricordo, non lo sapesse, che il nostro Sud è depositario di millenni di storia e pedagogia dell’antica Grecia, a cominciare dai metodi…. Socrate, ha presente? Il passeggiare con il docente PRENDENDOSI IL TEMPO per approfondire ed assimilare i concetti.

PORTI RISPETTO AI COLLEGHI DEL SUD.

Forse gli unici e gli ultimi depositari di una scuola che nulla ha a che fare con il “modello anglosassone”, modello che sforna solo nevrotici specializzatissimi in un solo settore, non persone a tutto tondo.

Siamo figli dei Greci e dei Romani, Ministro, non se lo dimentichi.
Ovvero dei PADRI DELLA PEDAGOGIA del mondo intero.

Ascolti, il modello scuola-azienda fa schifo, glielo dico senza peli sulla lingua. Fare, fare, fare, memorizzare, memorizzare, memorizzare, rigettare, rigettare, rigettare, scordare, scordare, scordare (ovvero liberare RAM nel cervello per le prossime nozioni da ingurgitare).

Vede, come giustamente ancora si ricordano i miei valorosi colleghi del sud, non è tanto il fare, ma l’ESSERE.

La prossima volta ci pensi, pensi alla nostra Storia, alle nostre radici, prima di offendere.

E se non ci vuol pensare, convinto che sia solo il “fare, fare, fare” che porterà alla crescita e alla consapevolezza dei nostri ragazzi…. beh, se ne accorgerà presto…..

Si ricordi: I DOCENTI NON DIMENTICANO.

— Annachiara Piffari, insegnante