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Il “New England Journal of Medicine”, prestigiosa rivista medica, ha pubblicato un’intervista a tre medici italiani impegnati a fronteggiare il Covid-19, che hanno scelto di non rivelare la loro identità.

Il quadro che ne emerge è desolante: i posti letto non bastano e molti reparti sono stati adibiti a terapia intensiva, con la cancellazione di interventi programmati non urgenti. C’è poi il problema della contaminazione del personale sanitario

“L’infezione è ovunque in ospedale. Anche se indossi tutti gli indumenti protettivi necessari e fai il meglio che puoi, non puoi controllarla”. I medici più giovani, meno esposti al contagio, stanno lavorando anche per i loro colleghi più anziani, i quali però, pur con timore, vogliono dare il loro contributo. E c’è inoltre la difficoltà a reperire respiratori, con il dilemma di scegliere a quale paziente darlo: “Non ci sono eccezioni; dobbiamo decidere chi curare e chi no”.

I malati infine devono rimanere intubati per un periodo che va dai 15 ai 20 giorni. Con tutte le difficoltà del caso.