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Si è laureato con 110 e lode all’Università di Pisa in Lettere Moderne, Lorenzo Nizzi Vassalle di 24 anni. Letta così nulla di eccezionale.

Lorenzo Nizzi Vassalle

Invece lo è questa laurea perchè Lorenzo è sordomuto dalla nascita ed è il primo studente sordo laureato con il massimo dei voti. Questo è quello che racconta al Fatto Quotidiano, in un articolo scritto da Raffaele Nappi: “Quando ho visto le mani agitate a mo’ di applauso è stata un’emozione. Ma la battaglia è solo all’inizio. Il momento più bello rimane la seduta di laurea con la mia tesi ‘I sordi, l’audiovisivo e i nuovi media’ ho cercato di diffondere più informazioni possibili del mondo dei sordi, per dimostrare che grazie al supporto delle nuove tecnologie stiamo diventando sempre più autonomi nella società senza più doverci appoggiare per forza ai nostri amici o familiari”.

L’ufficio servizi di integrazione disabili al secondo anno di università lo ha dotato di un computer con un programma per la traduzione simultanea. “Sono stato il primo ad utilizzare questo sistema e a segnalarne così le anomalie: è stato un grande passo in avanti”. Questo gli ha permesso di studiare come gli altri studenti.

Da quando aveva 6 mesi i genitori hanno compreso le sue difficoltà. Un mobile con tutto il pentolame era caduto vicino dove dormiva, ma lui non ha minimamente reagito nemmeno con un pianto. Gli sforzi sono stati enormi per stare al passo con l’insegnamento dalle elementari al liceo, racconta Lorenzo, costretto ad imparare le singole parole in modo meccanico, associandone ognuna a immagini e foto scattate dai genitori. “È stato un lavoro molto lungo, pesante e ripetitivo: non avendo stimoli uditivi spesso dovevo ripetere il processo”.

Ed è andata avanti così per circa 14 anni. “A scuola ho sempre lottato per essere al pari dei miei compagni; spesso non ci riuscivo, parlavano di cose sentite e viste la sera prima alla televisione”.

La sordità è invisibile dice Lorenzo, ci sono pochi informazioni e l’Italia è una delle poche nazioni che non riconosce la LIS come lingua. Il 3 ottobre 2017 il Senato per la prima volta ha approvato il disegno di legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni italiana. Il testo ora è fermo alla camera.

Il nostro difetto continua Lorenzo “è che veniamo visti come normodotati, ma se andiamo a scavare a fondo, dobbiamo lottare in continuazione per vivere nella quotidianità”. Un esempio? “Quello che sembra semplice per un udente, per noi diventa una fatica triplicata. Prima di Facebook e WhatsApp eravamo costretti a chiedere aiuto ad amici e parenti anche solo per prenotare un tavolo al ristorante”. Una vita vissuta isolato ma sempre combattendo con energia per raggiungere i risultati che voleva.

Ora Lorenzo vive a Milano per seguire la sua grande passione, la Scuola Orafa Ambrosiana ma sta pensando di spostarsi all’estero. Il suo obiettivo primario rimane quello di far riconoscere la LIS in modo da aiutare tutte le persone sorde ed integrarle nella società perchè dice “Esistiamo anche noi, anche se non siamo ancora riconosciuti“.