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Lo zaino: croce e delizia di ogni studente. Ad inizio anno c’è quella sensazione di gioia nello scegliere quello nuovo nei grandi ipermercati o nelle cartolerie di fiducia. Il sorriso però inizia a capovolgersi nel momento in cui riaprono le scuole e non perché queste siano noiose, ma perché inizia un vero e proprio allenamento muscolare intensivo: in una scuola media di Monselice (Padova) un padre rende noto che suo figlio deve andare a lezione con uno zaino di 11.7 Kg quando la giornata non è eccessivamente impegnativa.

zaino

Il padre dello studente è stato chiamato dalla scuola perché il bambino lamentava dolori lancinanti alla schiena ed era impossibilitato a seguire le lezioni stando seduto sulla sedia. Per il papà non era una notizia inaspettata: già dal mattino infatti aveva visto il suo bambino scoppiare in lacrime mentre scendeva le scale di casa. Al rientro il padre ha pesato lo zaino ed è rimasto senza parole. Come se non bastasse il giovedì la situazione va peggiorando e nelle giornate in cui ci sono le lezioni di educazione fisica e disegno gli strumenti da portare aumentano di conseguenza.

Inutili sono stati i tentativi di chiamare il preside: in segreteria gli hanno riferito che può chiamare solo in alcuni orari oppure prendere un appuntamento.

L’utilizzo del trolley non migliora certo le cose perché, nonostante li aiuti nel trasporto del considerevole peso, a scuola devono fare le rampe di scale, quindi devono necessariamente sollevare lo zaino con tutto il telaio aumentando di fatto il peso complessivo da sopportare.

Confrontandosi con alcuni genitori salta fuori che anche altri bambini lamentano dolori muscolari, alcuni di loro invece hanno addirittura già rotto lo zaino acquistato ad inizio anno.

La scuola è dotata di pratici armadietti in cui è possibile lasciare zaini e quaderni così da alleggerire il carico, ma questi presentano molteplici problemi: oltre a non essere sufficienti per tutti spesso i libri di testo vengono rubati con conseguente spesa di denaro per ricomprarli. Il padre non intende prendersela con i docenti ma vuol far rendere conto loro che il peso dei libri scolastici si somma e tutto ciò grava, letteralmente, sulle spalle dei ragazzi.