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Ucciso da un automobilista che non si è fermato al posto di blocco. E’ questo il drammatico destino di Emanuele Anzini, carabiniere di 41 anni, originario di Sulmona ma in servizio a Bergamo.

Emanuele Anzini

Su Facebook l’Arma dei Carabinieri ha postato: “Ha intimato l’alt alla sua morte, ma lei non si è fermata e lo ha portato via, rubandolo alla figlia Sara, alla madre Eleonora, alla sorella Catia. La morte ha avuto il volto di un automobilista con troppo alcol nel sangue“.

L’investitore, un 34enne italiano, già in passato era stato fermato per aver provocato un incidente mentre era in stato di ebbrezza. Molti i messaggi di cordoglio arrivati dagli esponenti politici. Il vicepremier Luigi Di Maio ha scritto: “Sono vicino ai suoi cari e a tutta la famiglia dell’Arma dei Carabinieri, non si può morire così. Chi sbaglia deve pagare“.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Giovanni Nistri, queste parole: “Ho appreso con profonda tristezza la notizia del decesso dell’Appuntato scelto Emanuele Anzini, investito da un’autovettura in provincia di Bergamo mentre era impegnato in attività di servizio. Nella circostanza desidero esprimere a lei, signor Comandante Generale, e all’Arma dei Carabinieri la mia solidale vicinanza. La prego di far pervenire ai familiari del militare le espressioni della mia commossa partecipazione al loro dolore“.

Il Presidente della Camera, Roberto Fico, si è così espresso su Twitter: “Sono vicino alla famiglia di Emanuele Anzini, carabiniere travolto e ucciso da un’auto la notte scorsa mentre faceva il proprio dovere a un posto di blocco vicino a Bergamo. A lui e a tutta l’Arma dei carabinieri va la mia piena vicinanza“.

E il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha postato su Facebook: “Emanuele Anzini stamattina non è tornato a casa. Emanuele stanotte aveva indossato i suoi stivali e la sua divisa da radiomobilista fiero… Dicono che quelli della radiomobile sono i migliori e risolvono sempre un sacco di casini per strada… Quella stessa strada stanotte ce lo ha portato via. Emanuele non indosserà più i suoi stivali e non accarezzerà più sua figlia. Lui era un eroe nel suo quotidiano servizio, nella sua fierezza, nel suo dovere. Ricordiamolo ogni volta che un Carabiniere ci soccorre o magari ci ferma per un controllo, è lì per noi, a costo della sua vita. A sua figlia, alla sua famiglia, a tutta l’Arma dei Carabinieri giunga il mio più commosso e forte abbraccio. Buon viaggio Emanuele, il tuo altissimo senso del dovere è già esempio nel nostro Paese“.