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Tra tutte le persone che hanno popolato la mia infanzia, me n’è rimasta impressa una in particolare, una persona che non dimenticherò mai: il mio ex maestro delle scuole elementari, Valerio.

 

Lui mi ha aiutato moltissimo a superare i molti problemi della mia infanzia: da piccolino balbettavo continuamente, non riuscivo a dire una frase senza mangiarmi una parola, appena alzava un pochino il tono della voce verso me, mi metteva soggezione e di conseguenza iniziavo a piangere.

 

Lui mi ha aiutato a superare tutti questi problemi, e a combattere le mie paure. E’ proprio per questo motivo che, ancora oggi, lo ricordo con particolare affetto.

 

Ciò che ricordo meglio di lui sono gli occhi, di un castano intenso, impossibili da ignorare, e l’espressione del volto, molto particolare.

 

Infatti anche dopo essere stato a scuola per una settimana intera, aver dovuto sopportare i bambini, ed essersi sempre alzato la mattina presto, aveva sempre un viso sereno, felice e rilassato come se fosse sempre stato lunedì.

 

Inoltre aveva sempre un passo leggero come una piuma e allo stesso tempo deciso, sicuro di non sbagliare. Il suo abbigliamento era davvero semplice, mai stravagante o sciatto, sempre adatto alla sua età e al suo aspetto fisico.

 

non si smette mai di imparare
non si smette mai di imparare

 

Valerio aveva davvero un carattere d’oro, con moltissimi pregi, e, per come l’ho conosciuto io, pochissimi difetti.

 

Aiutava sempre le persone in difficoltà, era sempre disponibile, aveva ogni giorno nuove idee, non si tirava mai indietro davanti alle difficoltà quotidiane, amava e rispettava la natura, voleva sempre (con le sue idee) cercare di aiutare il mondo e le persone in difficoltà. Era sincero, leale e onesto.

 

Che io mi ricorda, un difetto l’aveva: fumava troppo, e ci diceva sempre di non commettere il suo stesso errore, e di non cadere nella trappola del fumo dalla quale sarebbe stato impossibile uscirne.

 

All’ora, in lui non vedevo altri difetti. Valerio non era per niente una persona abitudinaria, faceva ogni giorno cose diverse, e ogni tanto, per tornare dal lavoro, faceva una strada diversa, per conoscere dei nuovi posti.

 

Purtroppo non era sposato, e dico così perché era davvero un grand’uomo, pieno di ideali e con moltissime ragioni di vita. Viveva in un appartamento con il suo fedelissimo cane. La scuola era la sua seconda casa. Non aveva problemi finanziari, possedeva una casa in Sicilia, con degli alberi di ulivo, col quale faceva l’olio per poi venderlo.

 

Pur non essendo giovanissimo, amava moltissimo lo studio, e cercava di invogliare a studiare chi non lo facesse.

 

Ogni giorno diceva sempre questa frase: “ Non si smette mai di imparare ”.

 

Questa frase me la ricorderò per sempre. Grazie al continuo studio, il suo linguaggio era sempre pieno di nuove parole, che poi insegnava a tutta la classe. Se c’era una cosa che amava fare più di tutte, era viaggiare, conoscere le culture e le tradizioni di altri popoli, conoscere i loro usi e i loro costumi, imparare le loro lingue per poterci comunicare.

 

Aveva una visione del mondo e della vita davvero straordinarie, era contro l’abbattimento delle foreste, e cercava di difendere sempre e come poteva la natura, e ci sgridava moltissimo quando sprecavamo la carta; infatti ci diceva sempre: “Per fare quel foglio di carta, un albero è stato abbattuto”. Lui vorrebbe un mondo nel quale regnassero la natura e il buon senso dell’uomo.

 

Valerio è stata una di quelle persone (dopo i miei genitori) che mi ha aiutato durante tutta l’infanzia. Adesso ho 17 anni, e nonostante io abbia scritto questo tema in prima media, rileggendolo mi trovo ancora pienamente d’accordo su tutto.

 

Daniele Tommasoni