Il Pasticcio dell’Inps: a 63 Anni con i Requisiti per la Pensione Manda in Classe una Prof per Altri 4 Anni

Che il Miur e l’Inps abbiano combinato un pasticcio per la verifica dei requisiti per andare in pensione non è una novità. Questa storia però ha lasciato l’amaro in bocca a due persone: Emma Linardi (nome di fantasia), di cui la messa in dubbio della pensione ha di fatto negato il trasferimento di un’altra docente, Tiziana Simonetti (anche in questo caso il nome è inventato).

requisiti per la pensione

Tiziana ha inoltre rischiato di perdere la cattedra di cui era titolare, destinata nel frattempo ad un altro docente con richiesta di mobilità.

Ma procediamo con ordine. A 63 anni e con i requisiti per la pensione di servizio – 42 anni e sette mesi – Emma ha diritto a ritirarsi, grazie anche al riscatto della laurea e al servizio pre-ruolo. Dopo accurata verifica con il sindacato, inoltra la domanda nella scuola dove insegna, all’Esquilino, quartiere al centro di Roma. Un posto quindi molto ambito dagli insegnanti, dove inoltre il clima è sereno e tranquillo.

Emma potrebbe anche rimandare il suo pensionamento, ma, al netto di pochi euro in più, decide di ritirarsi e di lasciare il posto a docenti più giovani.

L’istituto di Emma comunica i dati al Ministero e il Miur, dopo la verifica sulla correttezza della domanda di risoluzione del rapporto di lavoro, provenienti anche da altri istituti, nei termini fissati dal D.M. n. 919/2017, passa all’INPS gli elenchi dei pensionandi per il 2018. Il nome di Emma Linardi è sull’elenco.

Il pasticcio avviene in questo punto, perché ad Emma vengono riconosciuti solo i 33 anni di ruolo. Non c’è traccia del pre-ruolo e del riscatto della laurea. Ai primi di luglio la sfortunata insegnante riceve una lettera con la notizia, la stessa che arriva alla docente che le sarebbe dovuta subentrare, Tiziana Simonetti.

Emma si reca all’Inps per avere spiegazioni, ma viene dirottata ad un’altra sede. Dopo aver minacciato di incatenarsi, viene mandata al Miur. Il ministero conferma i suoi requisiti e l’insegnante ritorna all’ Inps. Deve di nuovo fare la spola tra le sedi del Torrino e di Giulio Romano.

La questione purtroppo è ancora in alto mare ed Emma resta in attesa di sapere se il primo settembre potrà andare in pensione. Lei risulta ancora in carica nel suo istituto e Tiziana, che avrebbe dovuto sostituirla, ha perso il diritto a sostituirla.

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4 commenti su “Il Pasticcio dell’Inps: a 63 Anni con i Requisiti per la Pensione Manda in Classe una Prof per Altri 4 Anni”

  1. beh. che una laureata, non abbia provveduto per tempo, anche molti anni prima, a controllare il suo estratto conto inps per vedere se i contributi riscattati e quelli da precaria vi risultassero, mi sembra una cosa inverosimile
    io, semplice operaio, ho avuto sempre sotto controllo il mio avanzamento contributivo fin dai primi anni di lavoro, perchè fidarsi è meglio, ma un ecocert ogni tanto (un estratto conto cetificato), non guasta

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    • Idem. Io lavoro nella scuola e dell inps non mi sono mai fidata. Infatti nel 2003 avevano perso tutto.il.mio preruolo….ho ripagato i contributi e nel 2017 di nuovo persi. Ho fatto una RVPA e ho caricato i servizi e il decreto di computo e riscatto. Ora é tutto a posto. Molti docenti purtroppo vivono su un pianeta tutto loro. Hanno una mentalità …artistica….e zero senso pratico

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  2. Per gli insegnanti è diverso , all’atto dell’assegnazione del ruolo di fa domanda per ricongiungere gli anni di preruolo compresivi di periodi figurativi, e anni di ruolo in altre istituzioni. Io sono insegnante a tempo indeterminato da 24 anni , sto pagando perché il mio estratto contributivo contenga tutto ,ma l Inps non ha ancora ricevuto tutta la mia documentazione, che deve essere consegnata dal mio datore di lavoro.il patronato non può fare nulla sino a quando ho raggiunto l’età pensionabile.

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