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Può capitare a tutti di sbagliare un esercizio. I motivi possono essere molteplici come, ad esempio, la mancata competenza oppure la difficoltà nel capire cosa viene richiesto. È proprio questo il caso di un bambino che ha voluto dare un’interpretazione personale all’esercizio che gli è stato assegnato.

Come è possibile vedere dall’immagine l’esercizio richiede una cosa relativamente semplice: “Scrivere in lettere i seguenti numeri”. Per un adulto l’esercizio si svolge in un attimo: il 5 diventa Cinque, il 9 diventa Nove e così via. Ma forse per un bambino l’esercizio può trasformarsi in qualcosa di più insidioso.

Pensiero Divergente

L’italiano è una lingua che può risultare particolarmente complicata soprattutto per i più piccini. Ecco infatti che i “seguenti numeri” vengono interpretati erroneamente come i “numeri seguenti”, quindi che seguono. E quindi la sbagliata interpretazione capovolge il significato dell’intero esercizio.

In quest’ottica il bambino non ha sbagliato nulla, svolgendo egregiamente l’esercizio. C’è però un problema: come valutarlo? La competenza principale è acquisita correttamente, infatti il bambino sa scrivere a lettere i numeri e viceversa. D’altro canto però l’esercizio alla base è male interpretato, e quindi risulterebbe scorretto. Cosa fare in questo caso?

Un esercizio di questo tipo fa molto discutere per molti motivi: il bambino interpreta in modo sbagliato l’esercizio ma, nello stesso tempo, dimostra di avere la capacità di svolgerlo; l’esercizio viene considerato errato nella sua completezza perché non svolge quanto richiesto; il bambino non ha conoscenza dei termini utilizzati per spiegare l’esercizio e così via.

In ogni caso, se lo studente non ha chiaro qualcosa , è sempre meglio chiedere un chiarimento al docente. Allo stesso modo, se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti, è meglio fornire un esempio pratico di come deve essere svolto l’esercizio.

E voi, come giudichereste l’esercizio svolto dall’alunno?