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Può capitare a tutti di sbagliare un esercizio. I motivi possono essere molteplici come, ad esempio, la mancata competenza oppure la difficoltà nel capire cosa viene richiesto. È proprio questo il caso di un bambino che ha voluto dare un’interpretazione personale all’esercizio che gli è stato assegnato.

Come è possibile vedere dall’immagine l’esercizio richiede una cosa relativamente semplice: “Scrivere in lettere i seguenti numeri”. Per un adulto l’esercizio si svolge in un attimo: il 5 diventa Cinque, il 9 diventa Nove e così via. Ma forse per un bambino l’esercizio può trasformarsi in qualcosa di più insidioso.

Pensiero Divergente

L’italiano è una lingua che può risultare particolarmente complicata soprattutto per i più piccini. Ecco infatti che i “seguenti numeri” vengono interpretati erroneamente come i “numeri seguenti”, quindi che seguono. E quindi la sbagliata interpretazione capovolge il significato dell’intero esercizio.

In quest’ottica il bambino non ha sbagliato nulla, svolgendo egregiamente l’esercizio. C’è però un problema: come valutarlo? La competenza principale è acquisita correttamente, infatti il bambino sa scrivere a lettere i numeri e viceversa. D’altro canto però l’esercizio alla base è male interpretato, e quindi risulterebbe scorretto. Cosa fare in questo caso?

Un esercizio di questo tipo fa molto discutere per molti motivi: il bambino interpreta in modo sbagliato l’esercizio ma, nello stesso tempo, dimostra di avere la capacità di svolgerlo; l’esercizio viene considerato errato nella sua completezza perché non svolge quanto richiesto; il bambino non ha conoscenza dei termini utilizzati per spiegare l’esercizio e così via.

In ogni caso, se lo studente non ha chiaro qualcosa , è sempre meglio chiedere un chiarimento al docente. Allo stesso modo, se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti, è meglio fornire un esempio pratico di come deve essere svolto l’esercizio.

E voi, come giudichereste l’esercizio svolto dall’alunno?

22 Commenti

  1. Esercizio sbagliato. Lalunno ha interpretato male la consegna. Quando si va fuori tema in un compito di italiano il voto è 2 anche se scritto correttamente. In caso di dubbio l’alunno può chiedere all’insegnante chiarimenti.

    • Peccato che il compito sia di matematica. La sua interpretazione dell’articolo di cui sopra è errata, in quanto lei ha dimostrato la capacità di leggere la lingua italiana pur non essendo stata in grado di carpirne il contenuto. Secondo il suo stesso giudizio, lei non sa l’italiano. Infatti se questo fosse stato un esercizio di “lettura e comprensione del testo”, come quelli sottoposti ai bambini alle scuole elementari, lei avrebbe dimostrato sì di saper leggere la lingua, ma di non carpirne il significato. In questo test si chiede semplicemente ad un alunno di dimostrare la capacità di trascrivere un numero arabo in lettere e viceversa, ovvero di capire a che numero corrisponda una determinata cifra e di riproporla in lettere. Il bambino non solo ha dimostrato di saper distinguere la cifra, ma di saper anche contare, esercizio ovviamente successivo a quello richiesto nel compito. Ha dimostrato quindi di avere conoscenze già superiori a quelle richieste. Il compito della scuola non è valutare un alunno sulla base di quanto rigidamente segue le regole, bensì prepararlo alla vita e alla carriera lavoratova post scolastica. Se sottoponessi ad un venditore d’auto un test chiedendogli di vendere una Panda e lui (non rispettando la richiesta del test) vendesse una Ferrari non direi che il test non è stato superato, gli affiderei la concessionaria. Una volta una persona molto intelligente disse: “se dovessimo valutare l’intelligenza di un animale dalla sua capacità di arrampicarsi, allora tutti i pesci risulterebbero stupidi.”.

      • Rubinik innanzitutto mi pare che il tuo commento sia un po’ troppo duro, inoltre vorrei farti notare che anche se il bambino dimostra più di una delle capacità richieste nell’esercizio non lo esegue correttamente. La miglior soluzione credo che sia una bassa valutazione smorzata dalla dimostrazione di avere le competenze richieste.

      • Sono pienamente d’accordo. Dico anche che la consegna non è stata scritta in modo tale da essere compresa inequivocabilmente!

    • Vista la “complessità” dell’esercizio si parla probabilmente di bambini di prima elementare. Lei crede che un bambino di prima elementare alle prime armi con la didattica possa fare i suoi ragionamenti? Mi complimento per lei per le capacità di valutazione che dimostra. Saluti.

  2. Non trattandosi di un esercizio di matematica io non darei un giudizio negativo semmai lo aiuterei a comprendere meglio il senso della frase, tra l’altro il bambino ha dovuto compiere uno sforzo maggiore degli altri in quanto ha dovuto pensare quale fosse il numero seguente a quelli indicati, quindi quasi quasi gli direi “bravo” per l’ulteriore sforzo.

  3. La mia maestra avrebbe risolto semplicemente spiegandomi il senso della parola “seguente” usata in questo contesto e mi avrebbe fatto rifare l’esercizio per controllare se avessi capito. Avrebbe anche rimarcato con una serie di esercizi sui diversi contesti d’uso della parola. Ma forse più di quarant’anni fa, di fronte ai problemi si cercavano soluzioni, non si creavano dibattiti. Perdonate la polemica.

  4. Geniale.
    Riuscire a dimostrare due cose contemporaneamente
    Quando si pongono domande bisogna essere molto chiari.
    Il nostro pensiero non divergente avrebbe portato a rispondere in modo, come molti di voi dicono, “corretto”.

    Ma chi ha la capacità di divergente, può trovare altre soluzioni.
    Quindi cari colleghi basterebbe essere più precisi:
    SCRIVI I NUMERI IN LETTERE
    NEGLI ESERCIZI SEGUENTI SCRIVI I NUMERI IN LETTERE
    SCRIVI I NUMERI SEGUENTI IN LETTERE COME NELL’ESEMPIO…
    e vorrei ricordare a tutti che è un bambino “avrebbe dovuto chiedere” mi sembra una risposta narcisista legata ad una didattica basata ancora sul docente….
    Concordo anche con Laura Bortoluz, verifica ulteriore dell’intelligenza del bambino.
    Oltretutto leggendo i vostri commenti è facile dimostrare come possano essere diverse le risposte:
    RUBINIK: peccato che il compito sia di matematica…
    ANTONIO RITUCCI: non trattandosi di un compito di matematica….
    Visto anche loro divergono.
    Quindi cari docenti e colleghi prima di salire in cattedra e impugnare penna rossa alla ricerca dell’errore, che alcuni amano scovare, chiedetevi se voi siete stati chiari con i vostri alunni e apprendete dalle genialità che divergono dallo standard, dal vostro standard.
    Per il diciassei ….vogliamo fargliela una colpa?

  5. Ma per carità…. esercizio perfetto: si voleva verificare una competenza che si è dimostrata pienamente acquisita.
    Anzi, volendo sottilizzare, il bambino ha dimostrato anche una cosa non richiesta: l’ambiguità, talvolta, della lingua italiana. Infatti, linguisticamente, il ragionamento del bambino non fa una piega.
    Per questo, sarebbe stato il caso, come qualcuno ha suggerito e come è prassi comune quando si assegnano esercizi, di fornire un esempio (e a quel punto, si sarebbe potuto considerare sbagliato l’esercizio, pur tenendo in considerazione nella valutrazione che la competenza che si andava ad esaminare era acquisita).
    Piuttosto, andrebbe fatto notare al bambino che si è complicato la vita, per cui anche se quella volta è riuscito a stare nei tempi dovrebbe stare più attento in futuro per evitare di non riuscire a finire l’esercizio.
    La cosa che spaventa è che ci siano persone (spero non insegnanti) che sembrano smaniare per assegnare dei 2….

  6. Se l’insegnante avesse speso due minuti per spiegare il significato della domanda,senza dare per scontato che il bambino sapesse interpretare correttamente,non ci sarebbero state incomprensioni e visto che l’esercizio pare essere di prima elementare, la spiegazione è dovuta! Insegnare è un’arte e nella scuola di oggi,purtroppo,pochissimi sono artisti.

  7. Se tutti quelli che hanno commentato, specie i giustizieri, sono insegnanti… Poveri figli nostri.. E quanto male siamo messi nel mondo dell’istruzione.. Io che rivendico la rigida selezione del corpo docente, bagnato in primis della passione che dovrebbero avere per l’edificante missione che li attende, e secondo con esami che ne valutino le altitudini.. Che poi la pedagogia e la didattica la imparino dopo con corsi selettivi.. La consegna è sbagliata.. Diciassette dieciasette.. Molti di voi nemmeno a zappare..

    • Partirei col dire che è solo una prova. Avremo – come insegnanti – opportunità plurime per verificare se l’alunno conosce i numeri in cifra e in lettera. Qui pare proprio un’errata comprensione della consegna….sia essa stata solo letta o anche spiegata dall’insegnante. Ci sono molti bambini , specie all’inizio del loro percorso, che faticano nella comprensione dei vari messaggi. A volte semplicemente per emotività. E sicuramente non hanno né la competenza né la tranquillità per chiedere ulteriori spiegazioni.

  8. Il bambino è un genio.Lui sa sia l italiano che la matematica.Lui per seguente ha capito il numero che veniva dopo.Quindi da premiare

  9. La consegna evidentemente era ambigua, dato che ha lasciato uno spiraglio aperto ad un’altra interpretazione linguistica.
    Il bambino non ha sbagliato, e neanche l’insegnante.
    Anzi, l’accaduto può essere un ottimo spunto per spiegare ai bambini quanto sia complessa la vita, e quanto possa essere ambigua la lingua che parliamo correntemente ogni giorno quando viene utilizzata in un contesto tecnico-scientifico.
    Ogni ambito della cultura sviluppa al proprio interno un gergo che è praticamente un dialetto della lingua ufficiale, e che ha un suo senso rigoroso solo se applicato a quel preciso ambito.
    Riuscire ad essere precisi e rigorosi nell’esprimersi implica necessariamente la conoscenza approfondita del contesto in cui ci viene chiesto di esprimerci.
    Persino le istruzioni di montaggio di un mobile IKEA possono creare delle perplessità, ed è per questo che sono sempre corredate da uno schema grafico situazionale, in cui entrano in gioco caratteristiche e conoscenze comuni a tutti i popoli della Terra, indipendentemente dalla lingua parlata nel paese in cui vivono.

  10. Buona sera
    a mio avviso è un buon esempio di ” la mappa non è il territorio” è un modo diverso di interpretare è già solo per il fatto che ci sia è giusto

  11. Mi chiedo come mai nessuno chieda spiegazioni ai bambini. Bastava chiedergli “come mai hai svolto così questo esercizio?”. Il bambino avrebbe spiegato e da lì, sinpoteva assegnare il voto. La volta seguente, la maestra avrebbe semplicemente messo degli esempi all’inizio di ogni esercizio. Il pensiero divergente funziona così. Basta cambiare qualche piccolo accorgimento.

  12. “Scrivi in lettere i seguenti numeri”: seguenti = che seguono (occorre competenza di grammatica italiana): Che seguono cosa ? la prima parte della istruzione “scrivi in lettere i seguenti numeri”? Oppure i numeri che seguono quelli indicati in cifra? (occorre competenza di italiano e dei modi di dire). Quanti anni ha il bambino? Quale anno di quale tipo di scuola frequenta? Sono gli adulti che devono adeguare la comunicazione al bambino o il bambino adeguarsi al linguaggio degli adulti? Secondo me son gli adulti a doversi adeguare perchè il rapporto non é paritario, il bambino non ha le competenze di un adulto per capire le sfumature di linguaggio date dall’esperienza e il bambino può anche essere certo della sua lettura e quindi non sentire il bisogno di chiedere spiegazioni. Anzi. avere dubbi e chiedere spiegazioni sarebbe un indice di maturità ancora maggiore di quella che esprime e che ci si attenderebbe da lui perchè dimostrerebbe una esperienza della ambiguità delle relazioni umane tipica di un adulto. Secondo me la scuola é bella per questo: tutto può essere utilizzabile per imparare e crescere. Nel caso specifico un “Bravo!, ma dobbiamo rivedere il significato della parola “seguenti” sarebbe stata la mia reazione.

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