Condividi

Un giorno bisognerà fare un serio studio psicologico su tutti quelli che non sapendo un accidente di com’è organizzata la scuola, di come si svolga il lavoro di insegnante, nessun concetto di didattica, o aver mai passato un’ora in una classe continuano a scrivere post in cui offendono gli insegnanti, sentenziano su come dovrebbero svolgere il loro lavoro, conteggiano a cavolo le ore fatte, credendo di essere in grado di proporre soluzioni geniali che a chi ha una minima conoscenza dell’ambiente scolastico appaiono per ciò che sono: deliri inapplicabili nella realtà.

scuola

Persino io che ci lavoro da anni, mi sentirei inadeguata a suggerire soluzioni per riformare la scuola, perché so benissimo quanti problemi si annidino al suo interno e quanto sia difficile riuscire a tutelare i diritti di tutti, studenti, insegnanti, personale ATA (di cui nessuno parla mai, come se non esistesse!).

E soprattutto perché so che la scuola è un insieme di tante realtà, che vanno dalle materne alle alle superiori, dalle pubbliche alla private, ed è fatta di istituti diversissimi gestiti in maniera assai diversa, per ragioni storiche, sociali e geografiche.

Per cui no, non basta per capire come funziona che voi vi ricordiate cosa facevate all’ultimo anno di liceo, o quanto era stupida la vostra maestra di quinta elementare, o quella di vostro figlio. Fidatevi, è un po’ più complicato di così.

Credo che uno dei problemi della scuola sia che ognuno, per il solo fatto di avervi passato dentro qualche anno si sente in grado di parlarne.

Ma è come se uno pensasse di essere in grado di organizzare alle perfezione un ospedale perché qualche volta ci è stato ricoverato, o pensasse di sapersi aggiustare alla perfezione un motore per il semplice fatto che ha imparato a guidare la macchina. Un caso da manuale di effetto Dunning-Kruger, insomma.

Al di là di questo, penso che proprio questa tendenza a pontificare sulla scuola senza averne la minima competenza andrebbe analizzata, perché di solito porta a galla traumi infantili e non, voglia di rivalsa, frustrazioni che riemergono prepotenti in chi scrive.

Per cui ogni volta che scrivete uno status simile sulla scuola, proponendo le vostre geniali soluzioni e dando dei cretini fannulloni ed ignoranti a chi magari ci lavora dentro da anni, tenete conto di questo: non state parlando affatto della scuola, parlate solo di quello che siete voi, confessate le vostre frustrazioni e i vostri limiti, quelle cose che vi tenete dentro con rancore da anni e magari neanche vi rendere conto di avere.

Pensateci.

Mariangela Galatea Vaglio, insegnante