Prof, ma perché questa Prova Invalsi?

Parto subito dalla soluzione perché tutto questo dibattito sulle Prove INVALSI ha letteralmente esaurito il suo decorso.

 

Insegno ai miei alunni ogni giorno prima con l’obiettivo di renderli persone migliori e poi perché siano in grado di fare un calcolo frazionario. La matematica, come tutte le altre materie del resto, è un mezzo e non il fine, una delle tante armi che abbiamo a disposizione per lo sviluppo delle menti dei nostri allievi, l’obiettivo è stimolare la loro flessibilità e il loro senso critico.

 

Due giorni fa eravamo in classe, ci stavamo esercitando per la Prova Invalsi con uno strumento online molto utile e che utilizzo spesso – si chiama Redooc e ha moltissimi esercizi gratuiti per preparare gli allievi alla prova, scrivetegli se vi interessa: [email protected] -, e uno dei miei alunni mi guarda e con lo sguardo raccolto dice “Prof, ma perché questa Prova INVALSI?”

 

prova invalsi

 

Posso assicurarvi che mi sono trovata in difficoltà, le opinioni sono diverse e la mia non deve necessariamente entrare nella testa del mio allievo senza che gli sia possibile scegliere la propria.

 

Sono d’accordo e sostengo le Prove INVALSI ma poiché siamo in un Paese libero è giusto che ognuno esprima la propria opinione in merito. Ciò che ritengo giusto è equipararci alle scuole Europee, dove i test vengono somministrati con frequenza. Sappiamo anche che valutiamo i progressi minimi di ogni singolo alunno, partendo dalle esperienze pregresse e mettendo in evidenza tutto ciò che riescono a raggiungere.

 

L’Invalsi fa “parti uguali fra diseguali”, proprio come diceva Don Milani. La Scuola in questo modo non accoglie quelli che non ce la fanno ad allinearsi agli altri, se il contesto culturale di provenienza è significativamente diverso, si corre il rischio di adoperare linguaggi selettivi e qualcuno rimarrà disadattato e non riuscirà a far profitto di quanto la scuola propone. Quando la Scuola non riesce a dare risposte differenziate crea essa stessa delle diversità! Apprezzare l’Invalsi vuol dire accogliere una didattica della selezione e non della valorizzazione.

 

Così gli ho risposto: “In effetti c’è molto dibattito sul tema: alcuni credono che siano cosa buona e giusta perché possono aiutarti a capire che la matematica, in questo caso, è una materia che può essere argomentata; una formula algebrica non è un calcolo fine a se stesso, è piuttosto un problema reale a cui la matematica sta dando una soluzione. E poi ci sono i contrari, quelli che pensano che la Prova INVALSI sia solo una trovata per sminuire l’educazione italiana e ridurla a un banale calcolo matematico che dovrebbe decidere se tu stai imparando nel modo giusto oppure no”.

 

Cari colleghi, vi racconto la mia storia perché la risposta che ho ricevuto dal mio alunno è la soluzione che aspettavamo tutti, la deduzione più consistente che ho sentito nel fiume di polemica che siamo stati in grado di creare. Il mio allievo ha preso 30 secondi al massimo e ha risposto “Quindi l’importante è ottenere un buon risultato”.

 

Ho nascosto il mio stupore, accennato un sorriso e siamo tornati agli esercizi di matematica.

Diventa un autore di MenteDidattica e pubblica i tuoi articoli!

Gli insegnanti che inviano la propria richiesta, una volta accettati, potranno pubblicare articoli su tematiche scolastiche preferite.

Un commento su “Prof, ma perché questa Prova Invalsi?”

  1. Le critiche dei miei alunni non sono così sottili e profonde. Me lo chiedono spesso a cosa possano servire e ci abbiamo ragionato insieme (in una seconda quest’anno) e siamo giunti alla conclusione che non servono a nulla ma che si devono fare.
    Due anni fa ho fatto assistenza per le prove di italiano in una seconda e sono stati stanamente davvero tranquilli. Mi hanno chiesto il significato di un paio di parole e li ho aiutati solo in questo. Si sa che il livello della nostra utenza è molto basso … quindi non mi venite a dire che ho fatto cheating per così poco!

    Poi ho fatto assistenza per la prova di matematica in una mia classe. Dopo pochi minuti hanno chiuso i fascicoli e ho cominciato ad agitarmi perché ho pensato che come al solito non avevano voglia di lavorare. Invece mi hanno spiegato che c’erano esercizi di geometria che non era prevista nei programmi del nostro istituto. Allora mi sono agitata ancora di più, sono uscita dall’aula ed ho visto passare il preside con gli assistenti dell’invalsi, l’ho chiamato ma mi ha risposto che era impegnato e non poteva venire. Mi ha mandato poco dopo una sua collaboratrice che ha esortato i ragazzi a fare quello che potevano. Nella classe in questione c’era un’ alunna bravissima (ha preso sempre tutti 10 sia al primo che al secondo anno), che si sarebbe dovuta iscrivere al liceo scientifico e poi ha cambiato idea all’ultimo momento perché vorrebbe aprirsi una pasticceria. È stata l’unica a rimanere con quel fascicolo aperto e a rompersi la testa fino all’ultimo secondo, ma….
    Quest’anno le colleghe del potenziamento (di economia aziendale e di diritto ) sono state utilizzate per preparare i ragazzi alle prove invelsi nelle ore di supplenza. Cosa c’era quest’anno nelle prove di matematica? Di nuovo la geometria! I ragazzi mi hanno riferito che non avevano fatto esercitazioni di geometria.
    Un mio collega di matematica mi ha anche detto che dal prossimo anno cambieranno i programmi di matematica del nostro istituto perché quelli attuali non preparano gli alunni per i test invalsi.

    Rispondi

Lascia un commento