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Genitori e Scuola

La Prima Riunione di Classe: Uno Strumento di Lavoro per Rivolgersi ai Genitori


Per organizzare e condurre una riunione di classe (e specie la prima riunione) con i genitori (e specialmente di una nuova classe) può essere utile preparare una ipotesi di lavoro che comprenda obiettivi ed azioni.

L’ipotesi di lavoro, sottesa al presente documento, è che i genitori siano una risorsa per il gruppo classe e che quanto più essi saranno sereni e coesi tra di loro, tanto più gli studenti, specie alla primaria, saranno sereni e coesi anche in classe; quanto più i genitori avranno informazioni chiare e univoche e potranno coinvolgersi in modo propositivo tanto meno avranno necessità/occasione di proporsi in modo oppositivo o critico.

Gli obiettivi della prima riunione, oltre che illustrare gli argomenti all’ordine del giorno, saranno entrare in contatto con i genitori in modo diretto e nel rispetto dei ruoli e sostenere l’avvio del contatto diretto tra genitori.

Si tenterà quindi di stabilire una modalità di interazione chiara e rispettosa sia sul contenuto (l’o.d.g.) che sulla relazione.


Inoltre si darà legittimità ai “partecipanti periferici” coloro che per i motivi più disparati, mancanza di tempo, lavoro lungo orario, necessità di seguire le attività di più bambini) rimangono silenziosi nelle riunioni e in generale poco informati delle attività scolastiche.

Riunione di Classe

AZIONI

Una volta fissata e pubblicizzata la data e l’ora di inizio e fine della riunione, attenersi all’o.d.g. ma introdurre qualche accorgimento nelle modalità di accoglienza; esempi ai punti seguenti:

1)   alla riunione porsi, qualche minuto prima dell’orario fissato, all’ingresso dell’aula (o appena dentro l’aula) e accogliere i genitori dando la mano e, se possibile, mostrando un sorriso; questo accorgimento più che rispettare un comportamento formalmente corretto, in realtà permette di stabilire un contatto diretto, anche oculare, che può sostenere l’instaurarsi di una relazione;

2)   dopo al massimo 10 minuti dall’orario fissato, avendo salutato parecchi genitori (presentatisi in orario compatibilmente con il loro orario di lavoro) avviarsi a sedersi in aula;

3)   l’aula sarà stata predisposta in modo tale da permettere a tutti, genitori e docenti, non di osservare la nuca di qualcuno ma di vedersi “faccia a faccia” (sedie in cerchio, cattedra spostata al muro, tavolini posti di lato, o in forma circolare); per qualsiasi dibattito o evento questo piccolo accorgimento fa veramente la differenza;

4)   alla lavagna sarà stato scritto “benvenuti!” ma una volta entrati si eviterà di sedersi davanti alla lavagna o dietro la cattedra;

5)   si avrà l’accortezza di porsi a sedere nel cerchio avendo avuto cura di distanziare e contrassegnare le sedie dei docenti (basta mettere una cartelletta o una borsa); un piccolo spazio in più servirà per lavorare meglio; in realtà la stragrande maggioranza dei genitori tende a lasciare spazio intorno alle sedie dei docenti;

6)    anche se può apparire ridondante, all’inizio dare delle brevi indicazioni sulla riunione e sull’ordine del giorno.  Basta dire poche parole: “Questa è la riunione della terza M del plesso X della scuola _ plesso _. L’orario di riunione è fissato tra le _ e le _ e, se opportuno, sarà utilizzato completamente. Noi siamo le/gli insegnanti “Nome e Cognome” e siamo liete/i di accogliervi nell’aula che frequenteranno i vostri figli. Tra poco presenteremo l’ordine del giorno”; i genitori hanno bisogno di essere un pochino orientati, a volte non entrano in una scuola da  quando erano adolescenti e una prima riunione può essere importante;

7)   in seguito presentare brevemente se stessi in quanto docenti, esperienza di studio e lavoro, preferenze nell’insegnamento, etc etc. a propria misura e gradimento. I genitori sono assetati di sapere che gli insegnanti hanno esperienza e attenzione da e per la scuola e due minuti di presentazione fanno cadere molte diffidenze “precostituite”;

8)   chiedere ai genitori di presentarsi brevemente e solo per nome e cognome, semplicemente dicendo “Sono Mario Rossi e sono il papà di Sofia Rossi”; qualche genitore può essere imbarazzato nel presentarsi ma questo dire di sé e riconoscere i visi degli altri genitori permetterà in seguito relazioni più facili; non chiedere la professione dei genitori perché qualcuno potrebbe non gradire la domanda;

9) annunciare l’o.d.g. per punti chiedendo di non interrompere durante la presentazione perché alla fine di ogni punto verrà dato spazio alle domande di interesse generale, mentre per le domande di interesse individuale si rimanderà al momento scelto dalla coppia di docenti – alla fine della riunione? durante il ricevimento? all’uscita di scuola? -;

10) presentare gli argomenti scelti, dare le informazioni, spiegare, attuando tutti quegli accorgimenti che un/una docente conoscono per riuscire a presentare tutto l’argomento senza che si crei troppo rumore di fondo;

11) rispetto agli argomenti ed informazioni spiegare molto ma anche chiarire che nella scuola ci sono tempi diversi e luoghi diversi per prendere decisioni e che collegio docenti, consiglio di istituto, consiglio di interclasse devono avere il tempo di costruire gradatamente alcune attività;

12) alla fine della presentazione completa di ogni punto dell’o.d.g. chiedere se ci sono domande di chiarimento ed anche, se possibile e necessario, pareri ed opinioni, su questioni di interesse generale della classe;

13) le domande e opinioni vengono poste dal genitore a volte con voce “non intellegibile”; sarà bene che il docente ripeta ad alta voce la domanda medesima prima di rispondere, questo assicurerà maggiore attenzione;

14) non entrare in un dibattito “uno ad uno” con un genitore o con un gruppetto, altrimenti si creeranno immediatamente altri piccoli gruppi con l’altro docente;

15) se, nonostante le accortezze, questo accadesse comunque, allora darsi mentalmente pochissimi minuti per interrompere la fase “tutti che parlano con tutti” e riprendere in mano la situazione ripetendo ad alta voce che si va a presentare tutto l’o.d.g. (conviene ormai non andare per singoli punti ma presentare tutto il rimanente) e poi si lascerà spazio alle domande;

16) può capitare che si crei molto rumore di fondo, che ci siano persone che non sanno distinguere (per l’urgenza che sentono) le domande di interesse generale da quelle di interesse individuale, che ci siano persone che vogliono fare un pochino le “protagoniste”, che ci siano persone che non condividono ciò che accade, o che contestano le regole date, che “vogliono tirar via”, che non intendono bene la lingua… è importante riportare sempre tutti all’o.d.g.;

17) se si presentano questioni complesse sulle quali non è possibile (e a volte nemmeno legittimo) decidere in pochissimi minuti ad esempio “cosa fanno i bambini che non partecipano alle lezioni di religione?”, prendere e dichiarare che si sta prendendo un appunto e, se possibile, dire dove e quando si potrà riparlarne; questo accorgimento permetterà ai genitori di concentrarsi sui temi dell’o.d.g., sapendo che ciò che hanno chiesto avrà una sua propria sede di discussione;

18) una volta lasciato spazio alle domande e opinioni su questioni di interesse generale, ci si può avviare alla fine della riunione magari confermando giorno ed ora in cui si può essere contattati a scuola o, nel caso, attraverso il diario degli studenti o altro;

19) salutarsi collettivamente concludendo ufficialmente la riunione magari qualche minuto prima dell’orario ufficiale così da avere tempo rispetto alle domande di interesse individuale che sicuramente arriveranno.

— Mariella Luciani, psicologa e formatrice

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