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L’anno scolastico alle porte sarà molto particolare per quanto riguarda le vacanze. Nel periodo pasquale infatti è previsto un lungo periodo di sospensione dell’attività didattica.

ponti

Alcune regioni però hanno posto dei limiti alla possibilità di fare vacanza per quasi 3 settimane. Tenendo conto che la normativa prevede che affinché l’anno scolastico sia valido ci debbano essere almeno 200 giorni di lezione, le scuole hanno la possibilità di anticipare autonomamente il primo giorno di lezione rispetto al calendario regionale.

In alcuni casi però la delibera regionale stabilisce che i giorni da recuperare non possono essere inseriti come ponti. L’Umbria ad esempio ha 7 giorni in più, il Friuli Venezia Giulia ne ha 12 e la Toscana deve effettuare minimo 205 giorni di lezione. Queste regioni hanno i ponti già stabiliti.

Alcune regioni inoltre nelle loro delibere hanno previsto il lunghissimo ponte di Pasqua. Non tutte però arrivano fino al 24 aprile e quindi al 25 aprile, potendo arrivare anche al 2 maggio, se si aggiungono i giorni di recupero.

La Lombardia ne è un chiaro esempio, ma è solo un caso, perché il calendario perpetuo prevede che le vacanze arrivino fino al martedì dopo Pasqua che nel 2019 sarà il 23 aprile. Il 24 aprile quindi si torna a scuola e poi per le scuole non ci sono abbastanza giorni se si vuole una vacanza lunghissima fino a maggio e si vuole aggiungere anche una pausa a novembre al di fuori del calendario regionale. Oltre a quelle nazionali, la Lombardia delibera nel suo calendario solo un’interruzione, quella dei 2 giorni, ma anche uno a Carnevale se il rito è ambrosiano e sono previsti dalla scuola le lezioni in 5 giorni.

Per le scuole senza ponti il problema è che a volte gli insegnanti prendono comunque dei permessi per prolungare la vacanza: è per questo che le scuole deliberano ponti mirati ad evitare lunghe assenze sia da parte dei docenti che degli alunni. Questo accade soprattutto al Nord, dove ci sono molti insegnanti e molti alunni con famigliari fuori regione.