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La procrastinazione è il nemico numero uno sia per gli studenti che per i docenti. Quante volte infatti bisognerebbe studiare o approfondire ed invece ci si ritrova a fare tutt’altra cosa? Fortunatamente esiste un rimedio che può far diminuire drasticamente le cattive abitudini che fanno sottraggono tempo prezioso alle cose più importanti.

La strategia tanto semplice quanto efficace si chiama “La regola dei 20 secondi”. Con piccoli accorgimenti è possibile incanalare la propria attenzione su quello che è necessario fare, eliminando le distrazioni. L’intuizione l’ha avuta Shawn Achor, ricercatore di Harvard e autore del bestseller “Il vantaggio della felicità”.

regola dei 20 secondi

Innanzitutto è necessario stillare una lista in cui vengono elencate tutte le principali fonti di distrazione, che possono essere: i social network, il telefono, un videogioco, una serie TV e così via. Il secondo step consiste nel rendere più complicato l’accesso alle distrazioni: secondo Shawn Achor infatti nel momento in cui si impiegano 20 secondi in più del normale per fare una cosa, le probabilità di cedere alle tentazioni diminuisce in maniera drastica.

Quindi per sbarazzarsi delle cattive abitudini basta davvero poco. Eliminare, ad esempio, le app social dal telefono significa doverle scaricare ogni volta per controllare eventuali notifiche. Sicuramente una perdita di tempo che non ci farà cadere in tentazione. Anche fare il log out dai social può essere un’opzione: fare il login tutte le volte infatti è un’operazione noiosa.

Ovviamente questo metodo può essere utilizzato anche al contrario, ovvero per rafforzare le buone abitudini. Ad esempio: per uno studente che sta per affrontare una sessione d’esami potrebbe essere una buona abitudine preparare sulla scrivania tutto l’occorrente per lo studio la sera prima, così da non dover perdere tempo nel momento in cui è necessario studiare.

Quindi basta davvero poco per eliminare le  cattive abitudini che spingono chiunque alla procrastinazione, basta solo renderle più complicate.