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Quante volte ci sentiamo stanchi o svogliati, la nostra mente si rifiuta di mettersi all’opera anche se abbiamo un compito o un lavoro da portare a termine?

Questo accade a maggior ragione ai bambini, perché ancora non hanno imparato a usare la forza di volontà, non hanno fatto proprio, compiutamente, il senso del dovere.

regola del minuto

Per ovviare a questo problema, in Giappone vige la “regola del minuto”. È un metodo ispirato alla pratica Kaizen, che in giapponese rappresenta l’unione di due termini: “kai” ovvero cambiamento e miglioramento, e “zen” che significa buono, migliore. Il termine significa quindi, in una traduzione concettuale per forza approssimativa, cambiamento continuo in meglio, miglioramento continuo.

Ma andiamo a vedere quello che ci interessa di più, ovvero come applicare il metodo dei kaizen e la regola del minuto.

La regola del minuto è una pratica che consiste nella realizzazione, ogni giorno, di un preciso compito nell’arco di un minuto: ogni giorno, tutti i giorni, alla stessa ora.

Ovviamente la cosa importante non è quello che realizziamo in un minuto, ma riuscire a fare propria, attraverso l’applicazione, una forma mentale molto cara ai giapponesi, quella dell’impegno costante e preciso.

Un solo minuto di lavoro quotidiano non dovrebbe rappresentare un onere troppo gravoso, per noi e per i nostri figli.

Un minuto, sessanta secondi: un arco temporale molto breve e limitato che non assorbe troppe energie, ma che al tempo stesso basta a vincere la pigrizia e la stanchezza psicologica, dimostrando come la costanza e la motivazione possano valicare qualunque difficoltà. Perché le difficoltà, quasi sempre, sono soltanto nella nostra testa.

A questo punto, dopo aver preso dimestichezza con la regola del minuto, aumentiamo questo lasso di tempo a cinque minuti, poi a dieci, a venti, mezz’ora e così via.

Attraverso questo sistema riusciremo a generare in noi e nei nostri figli un nuovo approccio al lavoro, un metodo infallibile e un’impostazione mentale forte, più della pigrizia e della stanchezza psicologica.

Possiamo applicare la regola del minuto allo studio, ma anche allo sport, ai lavori di casa, alla lettura o a qualunque attività nella quale vogliamo cimentarci. In questo modo raggiungeremo traguardi che oggi sembrano troppo lontani.

L’impegno e la costanza valgono più di qualunque abilità, come insegna la regola del minuto.