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È stata presentata in senato dal capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, una proposta di reintroduzione del voto in condotta facente media. Alla base, la volontà di combattere fermamente da più fronti i fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

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«Si deve tornare – spiega Romeo – al voto in decimali che fa media al posto dell’attuale giudizio sintetico. Si può anche essere bravi in tutte le materie ma se non rispetti le regole e le persone a nostro giudizio non sei idoneo a essere promosso». Per Romeo «è un ritorno a quei vecchi metodi sani che funzionavano perché servivano da deterrente».

Sia Lega che M5s ritengono necessario intervenire sulla riforma del governo Renzi, cosiddetta Buona Scuola. Il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, Stefano Patuanelli, che ha firmato il testo, ha commentato : «Su queste tematiche c’è condivisione. Poi, ognuno presenta i suoi disegni di legge ma l’importante è che l’iter parta e si introduca una legge che affronti questi problemi».
Con riferimento all’esperienza di Aldo Moro come ministro della Pubblica istruzione, il Carroccio prevede anche il ritorno all’educazione civica «come materia curricolare con un monte ore annuale di 33 ore».

Come si legge nella relazione che accompagna la proposta «i tentativi messi in atto nel passato si sono rivelati tiepide manovre di rianimazione che non hanno mai inciso concretamente nella formazione» e «ad oggi, poco più di un ragazzo su dieci conosce sommariamente i contenuti della Costituzione».

Un caposaldo, questo, per la Lega, oggetto anche di una specifica proposta di legge presentata alla Camera da Massimiliano Capitanio. «Ricordando sempre che c’è l’autonomia scolastica, gli ambiti di intervento che abbiamo individuato – osserva il deputato – sono la conoscenza base della Costituzione, l’educazione alla legalità e alla cittadinanza digitale che contiene il contrasto al cyberbullismo ma anche alle dipendenze da smartphone, tablet e videogiochi».

Sempre con l’obiettivo di contrastare il bullismo, si prevede anche che i consigli di classe siano integrati da due rappresentanti dei genitori e da due degli studenti. Una novità che varrà anche per le scuole elementari, come rappresentanti degli studenti solo gli alunni dell’ultimo anno.

Il PD contesta in toto queste proposte e, ovviamente, difende la Buona scuola. Per la senatrice Simona Malpezzi, che di quella riforma fu relatrice, «chi si occupa di scuola sa che ogni istituto ha il proprio regolamento all’interno del quale c’è anche il codice di comportamento, con sanzioni che già oggi di fronte ad atti di bullismo possono prevedere la bocciatura». «A lasciare perplessi in questo governo – aggiunge – è il fatto che inseriscono in tutto una forma di controllo. E invece non è sufficiente inasprire, servono misure preventive».