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Due anni fa, a Follonica, un bambino di ritorno dall’asilo ha raccontato alla mamma che la maestra aveva dato uno schiaffo ad una sua compagna di classe e l’aveva messa in punizione perché la piccola le aveva risposto male.

Il bimbo inoltre aveva detto che la maestra aveva minacciato di fare le stesse cose anche a lui intimandogli: “Stai zitto e non dire niente a nessuno altrimenti te ne do altrettante”. Turbata, la madre del piccolo ha subito riferito l’accaduto agli altri genitori, ma il tutto si è rivelato falso.

E’ stato il padre della bambina in questione a fare chiarezza, prima chiedendo alla figlia se fosse vero e ricevendo un no come risposta, poi recandosi personalmente a scuola il giorno dopo e verificando personalmente l’ottimo rapporto tra la bambina e la maestra.

Nel frattempo però la voce si era diffusa e la maestra, venuta a conoscenza della calunnia, ha querelato la madre del bambino, colpevole di aver fatto circolare una notizia data da un bimbo di nemmeno cinque anni senza prima verificarne l’autenticità. Il fatto inoltre risale al 2016, un periodo in cui a Follonica erano ancora recenti le immagini dei maltrattamenti nell’asilo della vicina Grosseto e di altri episodi analoghi in tutta Italia.

Come viene riportato anche nel capo d’imputazione, l’accusa dello schiaffo alla luce dei fatti di cronaca di quei giorni ha danneggiato gravemente la reputazione della maestra. Nel tribunale di Grosseto le due parti, rappresentate dall’avvocato Domenico Fiorani per la maestra e dall’avvocato Leonardo Latini per la mamma accusata, si sono trovate davanti al giudice di pace.

gruppo whatsapp dei genitori

Davanti alla richiesta, da parte del giudice, su un possibile accordo da raggiungere prima di proseguire con il procedimento, il difensore ha esitato, dichiarando che la sua assistita riportò il racconto del figlio solo ad una persona, facendo decadere, se fosse vero, il reato di diffamazione. L’avvocato della maestra ha messo in dubbio questa versione, dichiarando comunque che la sua cliente sarebbe tuttavia disponibile ad un accordo se solo venisse ristabilita la sua reputazione.

L’insegnante infatti nel frattempo è andata in pensione, terminando la sua lunga carriera con l’ombra di queste tremende dicerie rivelatesi poi prive di fondamento.