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Carissimi studenti,

fra poco ricominceranno le lezioni, e noi si sarà già da un pezzo lì a formulare programmazioni e proposte formative.

Arriverete sui banchi belli come solo i ragazzi sanno essere, un po’ scocciati e molto rumorosi.

Mi chiedo come fare a garantire la scuola migliore che vorreste, che vorreste VOI, non i signori che siedono in Parlamento.

scuola migliore

Non posso fare molto, ma qualcosa sicuramente farò:

a te, studente che intervieni sempre, e magari fai anche un po’ di polemica, NON impedirò di esprimere il tuo pensiero, ti insegnerò semplicemente a farlo in modo che tu venga ascoltato, ma ti esorterò sempre e comunque a pensare con la tua testa, anche e soprattutto quando non sarai d’accordo con me;

a te, studente che pensi di non essere bravo, perchè nessuno ti ha ancora spiegato che esistono tanti modi di apprendere, spiegherò la diversità degli stili di apprendimento, e la troveremo insieme, la tua strategia;

a te che stai sempre zitto e ti vergogni, che sei introverso, lascerò il diritto di essere ciò che sei, non giudicherò il tuo comportamento (“Non partecipa”) solo perchè hai un carattere diverso dal mio;

a te che sei bellissima, ma non ti piaci, e vorresti essere sempre più magra, racconterò la bellezza delle donne nei secoli, così diverse, alte e basse, magre e abbondanti, e loderò la tua particolare bellezza;

a te, studente che sei spesso vittima di questo o quel bullo, ma non lo dici, tenderò la mano, anche solo uno sguardo, ti ascolterò anche se non parli, e sarò al tuo fianco;

a te, che mi disturbi sempre, e proprio non ne vuoi sapere di stare nel banco, penserò tutti i giorni, per trovare una cosa che ti piace, dove sei bravissimo (perchè c’è, lo so) e farò in modo di farti sentire bene a scuola;

a te che “io prof. proprio non ci riesco, a capire, non ci riesco a ricordare”, per te cercherò qualcosa che tu sia in grado di fare, perchè tu abbia successo e riacquisti fiducia;

a te che sei bravissimo, ligio, zelante, insegnerò che non è necessario essere perfetti per essere amati, e che la leggerezza è un altro valore importante nella vita;

a te che sei innamorato, e non capisci più niente, con la testa fra le nuvole, lascerò goderti il tuo amore, e ti inviterò a leggere ciò che i grandi poeti e letterati dell’amore hanno scritto;

a te che traffichi tutto il giorno sul telefonino, anche quando sai bene che non è consentito, affiderò il compito di trovare idee ed elaborarle proprio con i mezzi che tanto ti piacciono;

a te, che mi provochi costantemente, che sbuffi e ti giri dall’altra parte quando ti parlo, porterò la mia pazienza, ricordandomi di quando avevo la tua età, e il mondo non mi piaceva per niente;

a te, che sei straniero appena arrivato, e non capisci una parola di italiano, parlerò con il mio sorriso, e ti aiuterò a parlare la nostra lingua ogni giorno di più;

a te, che sei un’eccellenza, e per la maggior parte del tempo ti annoi, perché capisci i concetti in 4 secondi, cercherò di portare nuove sfide, che siano alla tua altezza;

a tutti voi, ragazzi bellissimi e pieni di speranza, che appena entrerò in classe mi “farete i raggi” per vedere come sono vestita, quante rughe in più ho, come sono pettinati, o meglio spettinati i miei capelli, quanto posso portare pazienza, che mi metterete alla prova, ma che mi regalerete lampi di genio, entusiasmo e freschezza continuerò a dire e ribadire, nonostante tutto ciò che sta succedendo oggi, che siete cittadini liberi, che avete il diritto di pensare i vostri pensieri, di esprimerli, pur con rispetto per gli altri, e di coltivare il vostro personalissimo talento.

Ci vediamo presto, ragazzi!

La vostra Prof.

(e moltissimi, moltissimi altri Prof. di tutta Italia, dal Nord al Sud, checché se ne dica….)

Dalla bacheca della professoressa Annachiara Piffari (seguila su facebook)

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