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Il prof. Danilo Gatto, 28 anni, insegna in Sicilia grazie al suo diploma di scuola superiore; è inoltre laureato in ingegneria meccanica e, se alle prove del concorso da dirigente scolastico dovesse andare bene – come è successo durante la preselezione passata con 90,9 – potrebbe diventare il preside più giovane d’Italia.

E tramite l’autorevolissimo sito Orizzonte Scuola condivide la sua visione della figura del preside.

Innanzitutto un dirigente scolastico deve avere competenze relazionali. Svolge un ruolo a diretto contatto con gli studenti e con gli “stakeholder” della scuola. Il termine stakeholder è forse un po’ inconsueto nella scuola, ma si tratta proprio de i “portatori di interesse”, cioè tutti coloro che hanno a che fare con un determinato ambiente, in questo caso appunto con l’ambiente scuola.

Infatti il dirigente scolastico deve avere relazioni con studenti, docenti, staff, dsga, collaboratori scolastici… Si tratta di tante figure, per cui anche di tanti compiti gestionali. Questo implica una ampia e variegata gestione dei conflitti da parte del preside; conflitti di tutti i tipi all’interno di un’istituzione scolastica: conflitti con i docenti, con i genitori, con gli alunni.

A togliere sonno al preside inoltre vi è tutto ciò che concerne il tema della sicurezza. Deve infatti farsi carico di un ruolo delicato, anche in virtù delle nuove disposizioni, tipo il decreto legislativo 81 del 2008, ma anche per i tanti aspetti previsti dalla legge 107.

Riguardo poi alle tante critiche che, soprattutto in questo periodo, colpiscono la figura del preside si può dire che in effetti viene percepita come una sorta di sceriffo per i pieni poteri decisionali. Critica questa che può essere anche veritiera, ma va considerato che oltre ai doveri ci sono molte responsabilità; il dirigente scolastico è infatti il rappresentante legale dell’Istituto con tutto ciò che ne consegue da punto di vista penale, civile, organizzativo.

Quindi, critiche a parte, motivate o meno, un dirigente scolastico deve comunque riuscire ad instaurare con i tutti propri collaboratori, dai docenti al personale Ata, un rapporto umano. Deve saper impartire un rimprovero duro dove è necessario e gratificare dove c’è il merito.

Buone modalità per riuscire in questo? Forse innanzitutto essere più presente e attento alle problematiche che si vivono all’interno della scuola. Favorire in tutto ciò il rapporto umano. E tentare al contempo di essere più autorevole e meno autoritario.

Se il preside diventa solo autoritario si crea facilmente un clima di tensione che non porta a nulla. Il dirigente scolastico deve saper mediare nei conflitti che possono insorgere, compresi quelli fra docenti e genitori. Uno degli intenti primari del dirigente scolastico deve essere quello di cercare di costruire un’alleanza fra scuola e famiglia, includendo ovviamente i docenti.

Probabilmente anche qui sta un punto importante: nel considerare i docenti come colleghi e non come dei subordinati.
E’ necessario un patto educativo, di corresponsabilità fra tutti gli attori che operano all’interno della comunità scolastica. E questo sicuramente aiuterebbe anche a contrastare il bullismo e cyberbullismo.

Il prof. Gatti ha diffuso tramite Orizzonte Scuola degli spunti interessanti che possono essere le caratteristiche su cui un dirigente scolastico deve puntare, il tutto ai fini di aiutare l’ambiente scuola. E aiutare l’ambiente scuola vuol dire aiutare ogni bambino, ogni ragazzo; vuol dire aiutare la persona; vuol dire aiutare questa nostra difficile amata società.