Condividi

Un suo amico inizialmente ha pensato ad uno scherzo. E invece no, si è poi subito reso conto che quello che aveva visto era purtroppo vero: il suo amico Derek Brundrett, 14 anni, si era impiccato fuori dalla scuola.

Il fatto drammatico è avvenuto nel dicembre 2013 nel Pembrokeshire, in Galles. Derek si era rifiutato di togliersi la felpa in classe e allora la sua insegnante lo aveva cacciato fuori. E così lui aveva iniziato a vagare fuori della sua scuola per circa un’ora fino a che non ha deciso di impiccarsi. La madre, Kristina Wray, ha avuto la drammatica notizia mentre stava tornando a casa.

Prof Lo Caccia Fuori

Al Mirror proprio la madre racconta: “Non ho mai avuto una sensazione del genere; era come se qualcuno mi avesse strappato il cuore. Pensavo che sarei morta proprio lì”. Durante l’ultima udienza è comunque emerso che Derek aveva già minacciato il suicidio e numerosi tentativi di indirizzarlo ai servizi di salute mentale erano falliti.

Nei racconti della madre Kristina vengono fuori queste sue tristi parole: “Era un bravo ragazzo, ma qualcosa è cambiato dopo i 12 anni. La cosa triste è che lui stesso era così dispiaciuto per il modo in cui si comportava. Aveva attacchi di rabbia per le cose più piccole e più stupide. Mi diceva che non riusciva a controllarlo. Era profondamente infelice”. Kristina infatti nel 2013 era sempre più preoccupata per il suo stato mentale, e ricorda così le ultime ore prima del suicidio: “Quella notte non ho chiuso occhio, ho dormito accanto ai miei due ragazzi perché sentivo che qualcosa non andava. La mattina seguente, verso le 8.30, ho chiamato la scuola, cercando di convincere qualcuno a trasmettere un messaggio al suo assistente sociale per dire che Derek era davvero infelice”.

Alle 13:30 la telefonata. “Stavo tornando a casa quando la polizia ha telefonato”, ha detto Kristina. “Hanno detto che avevano bisogno di parlarmi. Quando arrivarono, chiesi loro di entrare in casa. Ho pensato ‘Oh no, cosa ha fatto Derek adesso? Che cosa ha fatto a scuola?’ Poi mi hanno detto che era morto. Non ci potevo credere, in realtà non ci credevo”.

Preoccupata, conclude con queste parole: “Sono passati cinque anni e nessuno è stato ritenuto responsabile della morte di mio figlio, Quindi, questo potrebbe accadere di nuovo a qualcun altro che sta vivendo la stessa situazione“.