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Sorridi e la vita ti sorride.

Diciamo che questo è il motto della nostra classe.

È con questa frase che ogni giorno accogliamo i nostri alunni che man mano entrano in classe… ci scambiamo un caldo abbraccio e sorridenti vanno a sedersi.

E noi siamo felici di vederli arrivare col sorriso.

Capita che qualcuno arrivi imbronciato perché la mamma… gli ha fatto indossare proprio quelle scarpe che a lui non piacevano o perché la sorella che ha… chattato tutta la notte gli ha impedito di prendere sonno. Allora con qualche battuta cerchiamo di farli sorridere e diciamo: “Sorridi e la vita…?” “ti sorride!” rispondono loro.

Capita a volte che sia io, la maestra, ad arrivare a scuola un po’ imbronciata e capita che siano loro a guardarmi e a chiedermi il motivo del mio…”broncio”, facendo magari le ipotesi più strane, talmente strane da farti scappare un sorriso, per poi concludere: ”Sorridi maestra che la vita ti sorride”. Ed aggiungere poi: “Guarda che ti tengo d’occhio!”.

Si impara più col cuore prima ancora che con la mente

Sì, perché niente vale di più di un sorriso. Anche in classe durante la lezione l’umorismo può rivelarsi un’importante risorsa e uno speciale sfondo integratore nelle quotidiane attività disciplinari ed educative.

E poiché il bambino è naturalmente portato verso il divertimento e il sorriso, il valore didattico di un sorriso o di una battuta non ha eguali. Forse siamo noi adulti che ce ne dimentichiamo.

Pensiamo ai benefici di un’atmosfera emotiva serena e rilassata in cui l’insegnante si presenta agli alunni in modo gioioso e divertente e l’alunno, a sua volta, desideroso di imparare, può permettersi una battuta. Dare spazio al senso comico degli alunni consente di suscitarne la curiosità, di accrescere la motivazione all’apprendimento e di migliorare il rapporto insegnante-alunno.

Il bambino intraprende relazioni positive con gli altri e ciò favorisce comportamenti socializzanti. Inoltre è salutare per la classe e per l’insegnante saper trovare il momento giusto per la battuta adeguata in classe, a volte è molto utile per sdrammatizzare e per attirare l’attenzione degli alunni. E poi… risulta molto più efficace una battuta che un rimprovero!

Far sorridere i bambini è importante, ma lo è anche sorridere con i bambini perché la loro relazione diventerà più significativa ed essi si disporranno col cuore all’ascolto e avranno quella spinta interiore a migliorare e a cogliere le occasioni per perseguire gli obiettivi superando gli ostacoli.

La canzone del buonumore

Nel ciclo precedente avevo l’abitudine di far cantare, prima di cominciare le attività, una canzone che faceva così: “I’m alive, awake, alert, enthusiastic!” sulla base della famosissima canzone “Se sei felice e tu lo sai batti le mani” . È una semplice canzone, una sorta di “canzone motivante” utile a creare un clima sereno e positivo nel quale il bambino si senta accolto e protagonista. La si può ripetere varie volte usando toni diversi che i bambini devono imitare, partendo molto lentamente per poi velocizzarla.

Sull’ ”enthusiastic” si toccano le ginocchia, si battono le mani e si schioccano le dita facendo un bell’urlo finale. Il successo è garantito, in qualsiasi classe vogliate proporla.

Questa è una canzone che ho imparato in uno dei corsi di aggiornamento a cui ho partecipato. Il principio fondamentale di questi corsi era che si impara più col cuore prima ancora che con la mente. Il clima diventa festoso e come d’incanto insegnante ed alunni dimenticano le loro ansie.

Sì, perché da anni ricerche e studi vari hanno dimostrato che il cervello è regolato dal cuore. Addirittura, sempre secondo questi studi, esistono più fibre nervose che collegano il cuore al cervello che viceversa. Le fibre nervose fra cuore e cervello legano le emozioni ai sensi mettendo insieme le informazioni per l’apprendimento.

Quando infatti siamo impauriti o stressati il cuore invia al cervello un messaggio; esso si chiude ad ogni informazione sensoriale impedendoci di imparare o memorizzare alcunché.

Durante quest’anno scolastico ho annotato più volte episodi divertenti, frasi o battute dette ingenuamente dai miei alunni, durante la lezione, frasi che ho voluto fermare su carta per non dimenticare il significato. È capitato tantissime volte durante una lezione, vederli alzare e venire da me per abbracciarmi, darmi un bacio e dirmi: “Maestra ti voglio bene!”. Capisco che l’attività svolta è piaciuta molto, che quello che cercavo di trasmettere è stato interiorizzato col cuore e non solo con la mente.

La quotidianità vissuta in modo umoristico

Durante una classica interrogazione, che so… quando chiedete le tabelline ad esempio, oppure quando verificate che i bambini abbiano compreso quello che avete cercato di fare capire, invece di dire: ”Bravo!”, io mi mostro risentita ed arrabbiata, faccio finta di andare via e brontolando dico: ”NOOO, ma così non si può! Non sbagliate mai! E io che ci sto a fare?”. Poi stringo loro la mano e dico: ”Tanti complimenti”. Loro cominciano a ridere e si sentono più motivati, anche quelli che magari le tabelline non le sanno o non hanno capito tanto. Funziona!

Un maestro è per sempre

Un giorno, dopo una piacevolissima attività, un mio alunno mi ha detto: ”Maestra, sei una vera… gentiluoma! Resterai nel mio mondo per sempre!”.

È vero, un maestro è per sempre. Un insegnante lascia tracce nel cuore di un bambino. Le sue parole penetrano nel cuore e nella mente per fissarsi in immagini che li accompagneranno per tutta la vita.

Tempo fa una mamma mi disse che aveva frequentato la scuola dove io insegno. Chiesi allora come si chiamasse la sua maestra, magari la conoscevo, una semplice curiosità. Mi rispose che non si ricordava il suo nome. Rimasi senza parole! Di certo questa maestra non aveva lasciato un gran segno nei ricordi di questa signora. O era lei… un po’ smemorata!

Io ricordo ancora con gratitudine la mia maestra delle elementari. Grandissima insegnante.


Autore articolo
Zina Cipriano

Zina Cipriano

Insegnante

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