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Sì, perché dopo la chiusura estiva, la Scuola si rimette in moto e spalanca i suoi grandi portoni pronta a riabbracciare i bambini che vi ritornano e preparata a dare il benvenuto a quelli che vi fanno ingresso per la prima volta.

I primi giorni di scuola rappresentano infatti per tutti i bambini e in particolar modo per quelli che si accingono a frequentare le prime classi un’esperienza significativa densa di attese, di emozioni e, spesso, anche di ansia (un’ansia che comincia già diverse settimane prima, che a volte capitombola nel pianto e che raggiunge l’apice al momento del distacco). Sentimenti che credo si manifestino ancor di più nei genitori, i quali, con emozione e talvolta con timore, aspettano speranzosi di sapere “in quali mani finiranno i loro figli” e e quali saranno gli insegnanti che li seguiranno.

Prendo in prestito una citazione di Maurizio Parodi, dirigente scolastico, formatore e pedagogo, il quale dice: “Varcata la soglia dell’istruzione formale… il bambino viene proiettato in un universo complesso. Una scuola è in effetti molte cose insieme: è una realtà fisica, la struttura; è realtà istituzionale con servizi; è una realtà organizzativa contrassegnata da regole e ritmi; è una realtà assiologia retta da norme esplicite e implicite; è infine una realtà relazionale fatta di rapporti tra perso ne. Non può essere dato per scontato il naturale adattamento ad una siffatta realtà”.

È vero, soprattutto perché il primo giorno di scuola difficilmente si dimentica… lascia ricordi indelebili; persino i profumi rimangono impressi nella mente: lo zaino ultimo modello, il diario che ancora profuma di “nuovo”, le penne che i bambini sono ansiosi di usare, le matite colorate e i quaderni le cui copertine raffigurano loro personaggi preferiti.

È un giorno importantissimo, forse il più importante della vita di ciascun bambino che si appresta a intraprendere un nuovo cammino fondamentale. È un giorno di festa.

A distanza di tanti anni, io ricordo ancora il mio primo giorno di scuola, ma non solo quello della prima elementare, ma anche quello degli anni successivi, e ricordo l’ansia mista a paura.

In questa prospettiva è di fondamentale importanza creare tutte le condizioni necessarie per rendere l’esperienza scolastica rassicurante, in modo da garantire il passaggio dalla scuola materna alla scuola primaria, o ai gradi successivi, il più possibile sereno e positivo, affinché i bambini che frequentano la scuola arrivino con gioia, si alzino la mattina con voglia e siano motivati. Ma soprattutto è di fondamentale importanza creare tutte le condizioni necessarie affinché le famiglie affidino con estrema fiducia ai docenti i loro figli dai quali talvolta di distaccano a fatica e con paura. In poche parole: la scuola deve lavorare affinché si creino legami veri e solidi in cui crescere insieme. Io+Tu=Noi Tocca a noi docenti, allora, preparare un clima accogliente e sereno, che sia soprattutto “familiare”, allo stesso tempo piacevole e stimolante, e perché no… che sorprenda i bambini e dia loro (e dia ai docenti) lo stimolo giusto per… ri –cominciare. “Accogliere” infatti vuole dire ricevere, sentire, accettare, ammettere nel proprio gruppo.

Quando noi accogliamo qualcuno in casa nostra, cerchiamo di creare tutte le condizioni necessarie affinché il nostro ospite si senta a suo agio, passi il suo tempo con noi con gioia, senza che abbia voglia di scapparsene a gambe levate, e percepisca che per noi è bello averlo vicino. Ecco, questo deve avvenire anche per la Scuola, luogo dove il bambino trascorre dalle 6 alle 8 ore al giorno, ambiente di apprendimento ma anche luogo di vita e confine tra famiglia e società. Ecco perché l’accoglienza deve essere al centro di ogni progetto educativo e non deve essere sottovalutata, in quanto permette a tutti gli alunni di sentirsi parte integrante del gruppo classe (vecchio o nuovo che sia), e consente un’agevolazione nelle prime relazioni con i coetanei e con gli adulti attenuando le difficoltà che spesso si presentano nel passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria fino alla scuola secondaria di primo grado. Su quali attività incentrare l’accoglienza? Poiché i bambini sono portati naturalmente verso il gioco, espressione della loro vitalità e personalità, ritengo sia necessario che le attività abbiano carattere ludico: il gioco non fine a sé stesso, ma mirato al raggiungimento di competenze specifiche e utilizzato per aumentare la motivazione degli alunni. Per questo motivo sin dall’inizio sarebbe opportuno coinvolgere il gruppo classe in esplorazioni per conoscenza degli spazi, delle nuove strutture, degli organismi della scuola e delle loro relative funzioni; azioni concrete, insomma, come movimento e manipolazioni. Le attività proposte devono essere caratterizzate da opportune gradualità nel rispetto della maturazione psicologica e dello sviluppo cognitivo di ciascun bambino.

Tanti possono essere i giochi e le attività che potete utilizzare per favorire la reciproca conoscenza e la socializzazione. L’esperienza e gli anni di insegnamento di certo ci forniscono un valido aiuto.

Lo strumento più usato in classe, economico e facilmente reperibile, è la palla. Quando i bambini vedono una palla in classe diventano matti letteralmente.

Quindi le più belle attività si possono realizzare semplicemente proprio utilizzando una palla.

I giochi/attività sono utili per lo scambio di informazioni personali, per mettere in evidenza le caratteristiche peculiari di ciascun bambino (qualità, emozioni, paure, aspettative del nuovo percorso scolastico…).

Naturalmente sarà l’insegnante a dare l’avvio ad ogni gioco in modo da far capire ai bambini il significato di “qualità”, “paura”, “emozione” ecc… magari scegliendo qualcosa di spiritoso che li faccia ridere e sciolga… il ghiaccio. I bambini poi vi seguiranno…a ruota!

Per concludere, una discussione guidata dall’insegnante porterà gli alunni alla scoperta delle “regole” da seguire all’interno del gruppo classe per una convivenza serena. Alla fine della discussione le stesse regole evidenziate possono essere abbinate a rispettive immagini da colorare per la realizzazione di un cartellone. Invece del solito cartellone sulle regole proporrei la realizzazione di un “patto didattico condiviso” , sottoscritto da ciascun alunno, che “accompagni” il gruppo classe durante tutto il percorso scolastico.

Tutte queste attività, canti, giochi, possono essere realizzati in comune tra gli alunni delle classi ponte in momenti di incontro e condivisione affinché si realizzi una effettiva continuità.

ROSE CON CHUPA CHUPS

rosa con chupa chups (2)
rosa con chupa chups (3)
rosa con chupa chups (1)

Clicca qui per scaricare il procedimento


Autore articolo
Zina Cipriano

Zina Cipriano

Insegnante

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