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Secondo gli studi del 2019 dell’Istat dopo quattro anni il numero di poveri è tornato a diminuire, ma il divario tra Nord e Sud è ancora enorme.

L’Istat ha pubblicato il report sulla povertà italiana nel 2019 in cui viene segnalato una diminuzione della povertà dopo quattro anni di trend “positivo”, ma la Coldiretti avverte che i dati saranno sicuramente poco fedeli alla realtà dopo l’emergenza Coronavirus che ha causato una nuova crisi economica.

I poveri segnalati dall’Istat dello scorso anno sarebbero pari a 4,6 milioni in Italia, il 7,7% della popolazione, ma potrebbero essere ben un milione in più nel 2020. Il miglioramento delle condizioni economiche rispetto al 2018 secondo l’agenzia sarebbero dovute “al miglioramento dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti” e all’introduzione del Reddito di cittadinanza.

La maggioranza della povertà risiede ancora nel Mezzogiorno: 8,5 al Sud, 8,7 Isole, 5,8 Nord-Ovest, 6% Nord-Est e 4,5 il Centro, nonostante ciò anche il Meridione vede un miglioramento, l’anno precedente infatti vedeva un un indice del 10%.

Al Sud si misurano ancora 2 milioni di poveri assoluti (70% Sud e 30% Isole) mentre al Settentrione sono circa 1,8 milioni (58% Nord-Ovest e 41,3% al Nord-Est).

Sono 1 milione e 100mila i minori che vivono in condizioni di povertà nel paese, l’11,8 nella categoria: “La maggiore criticità per le famiglie con minori emerge anche in termini di intensità della povertà, con un valore pari al 23,0% contro il 20,3% del dato generale. Oltre a essere più spesso povere, le famiglie con minori sono anche in condizioni di disagio più marcato”.