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Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, ha dichiarato la sua intenzione di far sparare a tutti quelli che escono di casa in questo periodo di emergenza da Covid-19.

Ecco le sue parole: “È fondamentale che tutti seguano gli ordini in questo momento così delicato. Non sfidateci e non danneggiate medici e operatori sanitari perché è un crimine grave. I miei ordini alla polizia e ai militari, se qualcuno crea problemi o le loro vite sono in pericolo, sono chiari: sparategli“.

Amnesty International ha subito protestato contro queste parole violente che sono “segno distintivo della sua presidenza. La forza letale e non controllata non dovrebbe mai essere indicata come un metodo per rispondere a un’emergenza come la pandemia di Coronavirus“. Il tutto mentre è in atto una sommossa da parte di alcuni abitanti delle baraccopoli, che non stanno più ricevendo aiuti alimentari. Venti persone sono state arrestate.

Il loro lavoro da braccianti è stato bloccato a causa della situazione drammatica e non sanno più come andare avanti. “Siamo qui per chiedere aiuto a causa della fame. Non ci è stato dato cibo, riso, generi alimentari o denaro. Non abbiamo lavoro. A chi ci rivolgiamo?“, hanno dichiarato. Duerte ha affermato che l’aiuto dello stato “anche se in ritardo arriverà e nessuno morirà di fame”.

Nelle Filippine i contagiati sono 2.311, 96 i decessi.