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Ogni studente, nel corso della propria carriera scolastica, ha una materia preferita. Gli argomenti potrebbero essere più affini alla propria indole, oppure si riesce ad affrontare con più facilità la materia, poco importa: ognuno nel proprio cuore porta con sé una materia in particolare che l’ha eletta come “preferita”.

Sicuramente una parte consistente di studenti è stata appassionata allo studio della Storia che, però, è una delle grandi assenti per quanto riguarda la maturità. Ma come si è arrivati a ciò? Stando a quanto dichiarato da Simonetta Fiori, questa disciplina sta lentamente perdendo appeal, rischiando addirittura l’estinzione. Questo però è un problema che non riguarda solo l’Italia.

Materia Scolastica a Rischio Estinzione

Tra le possibili causa è bene prendere in considerazione il fatto che una carriera scolastica incentrata sullo studio della storia non porti a carriere lavorative brillanti. Inoltre spesso non è spiegata in maniera particolarmente accattivante.

Secondo Giovanni Gozzini, ordinario di Storia della globalizzazione a Siena, “la storia dovrebbe essere trattata come una scienza applicata, non più come cenacolo per pochi eletti. Chi erano i barbari, i migranti di allora? E la persecuzione novecentesca cosa ha significato per la vita delle famiglie ebree? E non è vero che gli studenti siano più ignoranti: bisogna trovare le chiavi per portarli dalla tua parte”.

Andrea Graziosi, storico che ha presieduto l’Agenzia della valutazione universitaria fino al 2018, esprime il suo punto di vista dichiarando che ormai i giovani viaggiano il mondo e vedono centinaia di film su Netflix. Proprio per questo motivo i giovani mal sopportano le lezioni sul Risorgimento in un quadro prettamente italiano.

Il Ministro Bussetti però tranquillizza gli studenti: la storia non vivrà solo nei cuori dei ragazzi, ma anche nella maturità. Pur non essendoci più come traccia specifica, esisterà in maniera trasversale alle altre discipline.