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Quando si parla di politica, molto spesso si finisce col parlare di tasse. In particolare, durante le campagne elettorali, vengono proposti dei tagli alle tasse che però, puntualmente, non si realizzano.

Coraggiosa, in questo senso, appare la scelta del ministro dell’Istruzione Fioramonti che promette l’introduzione di una nuova tassa. Questa è la Sugar Tax, ovvero una tassa che va a colpire le merendine e le bevande con zuccheri aggiunti.

Il ministro è un fermo sostenitore di questa tassa, poiché il ricavato può essere utilizzato in ambito scolastico. Inoltre verrebbe incentivato l’utilizzo di prodotti qualitativamente più sani.

La sua determinazione al riguardo è senza dubbio lodevole. Il ministro infatti aveva promesso un aumento salariale per i docenti che però avrebbe toccato al massimo gli 85 euro. Con questa tassa invece l’aumento di stipendio diventerebbe più consistente.

Il problema però riguarda la quantità di denaro ricavato da questa tassa. Si stima infatti che si ricaveranno circa 200 milioni di euro, al di sotto delle aspettative. Inoltre la manovra partirà a luglio 2020.

Ma i problemi non finiscono qui: in molti infatti si dicono contrari all’introduzione di questa tassa.  Tra questi figura Matteo Renzi, il quale dichiara: «Italia Viva ha bloccato l’aumento di Iva e tasse su cellulari e casa. Adesso lotteremo in Parlamento contro sugar tax e tassa sulle auto aziendali. Ci sono i numeri per bloccarle sia in bilancio che in Parlamento».

Anche Salvini si dice contrario a questa legge: «L’ultimo zuccherificio rimasto in Italia è in Emilia, a Bologna, dopo che i governi passati hanno svenduto lo zucchero italiano, e i cretini al governo tassano le bibite zuccherate e rischiano di massacrare ulteriormente quello che rimane».

Sugar Tax

Prosegue dunque criticando anche la manovra atta a tassare la plastica, sottolineando come questa sia solo un modo per arricchirsi: «Quella sulla plastica non è una tassa per salvare l’ambiente ma per fare cassa, perché tassano le confezioni di biscotti, pannolini, latte per un costo di 100 euro in più a famiglia».