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Una delle principali differenze tra la scuola dei nostri figli e quella dei nostri genitori (o nonni) è la totale assenza di punizioni corporali per gli alunni che si comportano in modo scorretto. Un tempo era normale che l’insegnante percuotesse o che umiliasse in modo più o meno pesante gli alunni indisciplinati davanti alla classe, ma con il tempo questo modo di fare è caduto sempre più in disuso e anche nelle case le classiche “sberle” sono state ridotte a favore di un approccio educativo votato al dialogo.

Questo però non è il caso del Texas, che è uno dei 15 stati americani dove le punizioni corporali sono consentite dalla legge. Ogni singolo distretto scolastico ha però la facoltà di decidere in completa autonomia se adottare o no questo tipo di punizioni.

paletta di legno

Come al solito l’opinione pubblica è spaccata in due, e qui riportiamo le prese di posizione di entrambi gli schieramenti.

Ecco cosa sostengono i genitori favorevoli alle pene corporali.

L’intento della punizione non è quello di fare male allo studente, ma solo di umiliare il suo comportamento. Nella società moderna è venuto a mancare completamente il concetto di disciplina e che ad ogni azione corrisponde una conseguenza. Nessuno vuole il male degli studenti, e per questo devono capire che se sbagliano possono fare male. Purtroppo molti genitori tendono ad idealizzare i figli e a coprire tutti i loro sbagli, ma questo atteggiamento è sbagliato e causerà parecchi problemi a questi ragazzi nel futuro, quando scopriranno che niente gli è dovuto e che dovranno pagare per i loro errori.”

Parole sicuramente dure, accuse dirette al sistema e ai genitori.

I presidi di due scuole del Texas sono stati probabilmente influenzati da queste dichiarazioni, dato che hanno acconsentito alla reintroduzione delle pene corporali nelle scuole che dirigono. Circa 700 studenti dovranno fornire un documento il prima possibile firmato di genitori o dal tutore legale che acconsente (o rifiuta) il trattamento.

Questo provvedimento ha intensificato il fronte dei genitori contrari, che hanno rilasciato delle dichiarazioni interessanti.

“Non è vero che noi mettiamo i nostri figli sotto una campana di vetro e li viziamo. Le nostre perplessità si basano su argomentazioni scientifiche, è dimostrato da indagini di rinomati pediatri che queste umiliazioni pubbliche portano più disagi che benefici. Per prima cosa può causare danni fisici e lividi, e non dobbiamo sottovalutare i possibili problemi psicologici. Questi ragazzi difficilmente dimenticheranno presto questa umiliazione, e intensificheranno il loro atteggiamento scontroso e ribelle.

Inoltre le statistiche indicano chiaramente che sviluppano molto più facilmente rabbia, aggressività, tendenza ad avere delle dipendenze e problemi mentali. Queste sono delle controindicazioni che devono essere considerate quando parliamo di queste pene corporali. La strada del dialogo è sempre la migliore ed è quella che viene recepita meglio da tutti i ragazzi. Le persone che sono a favore devono capire che il mondo si è evoluto e non possiamo restare aggrappati a modelli educativi che sono arretrati di 50 anni.”

Un dibattito sicuramente controverso, voi da che parte state?