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In questi giorni, sui social, sta girando un video che sta facendo molto discutere. Probabilmente il video, per l’autore, aveva l’intenzione di essere ironico, ma ha ottenuto l’effetto contrario. Siamo a Monza, nel supermercato Iper. Una cliente cinese è alle prese con delle bottiglie d’acqua e chiede aiuto ad un dipendente. Il video inizia così: «Non ho capito un cazzo di quello che ha detto».  Questo già lascia presagire, in qualche modo, quello che sarà il contenuto del video.

Iper

La signora cerca di spiegare in cinese il suo problema, ma il dipendente le dice che. se vuole parlare in cinese, deve tornare nel suo paese. E dunque inizia a prenderla in giro.

Alla fine però, spazientito, spiega quale sia il costo di una singola bottiglia. Interviene dunque un altro dipendente a capire cosa stia succedendo. «No, sto cercando di fargli una supercazzola prematurata» è stata la sua risposta.

La situazione però degenera, prendendo una piega non solo scortese, ma anche razzista: «Senta, cazzo di cinesa, già siete venuti nel mio cazzo di paese per distruggere tutto il mercato, prima che ti spezzo le gambe con un middle kick… Ti sparo in testa, brutta cinese di merda, PAM» ed imita il gesto della pistola sulla testa della cliente.

La catena Iper si dissocia, e pubblica un lungo post su Facebook: «In merito al video che sta circolando in rete in cui una nostra Cliente rimane vittima di un grave ed intollerabile atto di discriminazione, Iper La grande i, comunica che è venuta solo oggi a conoscenza della sua esistenza, peraltro grazie alle numerose segnalazioni ricevute dai nostri fan e clienti».

«Siamo sbigottiti rispetto al suo contenuto e chiediamo scusa alla nostra Cliente, siamo noi stessi indignati per quanto possa essere accaduto all’interno di un nostro punto di vendita».

«Stiamo analizzando attentamente il filmato, approfondendo i fatti; prenderemo immediati e adeguati severi provvedimenti nei confronti di qualunque dipendente Iper risulti coinvolto, il quale, possiamo già dirlo senza alcun indugio, non rappresenta in alcun modo la nostra azienda, che si fonda sulla passione di 7.000 dipendenti che ogni giorno, con impegno e rispetto, lavorano per dare il miglior servizio possibile a tutti i nostri Clienti.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno permesso di intervenire così tempestivamente e Vi terremo aggiornati sulle azioni intraprese
».

Tra i commenti del post, è possibile leggere anche quello di Michele Mao, nipote della signora protagonista del video: «Ciao a tutti sono il nipote della signora ripreso nel video. In questi giorni ho avuto l’opportunità di comunicare personalmente con Iper ed hanno espresso le loro più sincere scuse, tant’è che la direttrice di Iper Monza ci ha invitati presso la loro sede per scusarsi a nome di Iper. Mi è inoltre giunto notizia che sono stati presi provvedimenti disciplinari nei confronti del dipendente. Mentre mancano notizie riguardo il soggetto che ha filmato il video. Sono convinto che, per quanto questo sia stato un episodio di cattivissimo gusto, l’atto maleducato di pochi individui non rappresenti in assoluto modo la cultura italiana, che personalmente ho sempre trovato gentile ed ospitale, né quella dell’iper, sicuramente piena di lavoratori gentili e professionali. Desidero infine esprimere la mia gratitudine per il sostegno dimostrato dalla comunità cinese in Italia. Ma, in particolare, vorrei anche porgere la mia più sincera gratitudine per solidarietà dimostrata dalla comunità italiana».