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Da sempre uno degli scopi principali della scuola non è quello di insegnare delle vuote nozioni teoriche agli studenti, ma anche quello di prepararli nel miglior modo possibile ad inserirsi nel mondo del lavoro e nella vita adulta in modo corretto.

Il mondo è in costante cambiamento (ed evoluzione), perciò tutte le istituzioni e le strutture didattiche devono necessariamente adattarsi ai vari cambiamenti per riuscire ad essere sempre aggiornate ed efficaci nell’educare i ragazzi ad un mondo molto più informatico e veloce. L’evoluzione della specie insegna che in natura sopravvivono le specie che riescono ad adattarsi nel modo migliore ai cambiamenti, non necessariamente il più forte, e lo stesso vale per la scuola.

Per sopravvivere ed essere al passo con i tempi è quantomeno necessario essere sempre aggiornati, avere un quadro chiaro della domanda attuale nel mondo del lavoro e insegnare come utilizzare al meglio le nuove tecnologie.

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Peccato che attualmente la situazione della scuola italiana non sia rosea, che si traduce con l’impossibilità di fornire un livello di istruzione adatto ai tempi che viviamo attualmente, con tutti i problemi che ne conseguono.

Come mai la scuola italiana è in queste condizioni?

Sicuramente le ultime riforme scolastiche non sono state un successo, per usare un eufemismo. Tagli al personale, docenti sottopagati e con un carico di lavoro esagerato, limitazioni e una costante sensazione di navigare a vista, con la speranza di individuare una soluzione per un colpo di fortuna o per puro caso sono tutti fattori che si sono tramutati in una zavorra che sta trascinando il livello della scuola sempre più in basso.

Ma quel che è peggio è il livello di preparazione degli alunni. I fattori che sono stati elencati nel paragrafo precedente hanno avuto l’effetto di demotivare gli insegnanti e sviluppare dei metodi di lavoro non efficaci e confusi. L’analfabetismo funzionale è in costante crescita e i ragazzi (anche a causa dell’aumento di tempo trascorso con smartphone e social network) non sono in grado di attribuire un significato preciso alle parole che leggono, non sanno coniugare i verbi e non conoscono le regole base della grammatica italiana. Nozioni di cultura generale che dovrebbero essere alla portata di chiunque.

Il merito è stato ucciso da una classe dirigenziale che preferisce evitare le responsabilità, elogiando tutti e non punendo chi si comporta male, anche per non incorrere nelle ire dei genitori, che con le loro interferenze sempre più pressanti mandano un messaggio estremamente negativo ai ragazzi, ovvero “non sbagliate mai, è sempre colpa di qualcun altro”.

La scuola potrà risollevarsi?

Si, ma è necessaria una riforma radicale, seria e che non abbia paura di scardinare privilegi che ormai sembravano impossibili da rimuovere. Tutti devono guadagnarsi il voto o la cattedra e il merito deve essere messo al centro del piano strutturale della nuova scuola. Non si deve perdere di vista il mondo e soprattutto educare le giovani generazioni all’uso della tecnologia in modo responsabile.

Solo così la scuola potrà risollevarsi.