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Cristina Milani, studiosa di psicologia cognitiva comportamentale e di comunicazione, ha recentemente pubblicato il testo “La forza nascosta della gentilezza”. Scopo del libro è mostrare come anche i piccoli gesti abbiano il potere di cambiare il mondo, a partire dalla nostra felicità.

Educare Bambini alla Gentilezza

Secondo la studiosa, quando decidiamo di compiere un gesto gentile per rendere felice il nostro angolo di mondo scateniamo un effetto a cascata che travolge tutti quelli che ci circondano. Essere gentili nel terzo millennio significa essere attenti agli altri, evitando che l’egoismo e la competizione, che pure sono naturali e alle volte utili, rovinino le nostre relazioni, rendendoci infelici.

Cristina Milani, dopo alcuni anni di carriera aziendale, ha deciso di lasciare tutto per dedicarsi allo studio e alla promozione della gentilezza. A volte basta davvero poco: un sorriso, una stretta di mano, una busta passata con gentilezza. Attualmente la troviamo alla presidenza di Gentletude, associazione elvetica che si occupa di promuovere le pratiche gentili, ma anche vicepresidente del Movimento Mondiale della Gentilezza.

Anche la neuropsicologia si sta occupando da tempo della gentilezza, con risultati sorprendenti. Candace Beebe Pert, neuroscienziata statunitense, ha provato che sorridere attiva il rilascio di speciali neurotrasmettitori che combattono lo stress e ci rendono felici, come spiegato in un articolo del 2017 di Repubblica.

Sembrerebbe quindi che l’educazione alla gentilezza non è soltanto un ideale sociale, ma un tassello fondamentale nella promozione del benessere psicofisico individuale.

Prima di proporsi l’obiettivo di essere gentili, è importante verificare se crediamo davvero nel potere della gentilezza. Crediamo che la gentilezza può cambiare il mondo, rendendo migliore la nostra vita e quella dei bambini? Se lo crediamo davvero, i piccoli sacrifici necessari per essere gentili non ci peseranno affatto!