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Perché un libro che parla di straordinaria dislessia ?

Perché è stato scritto a quattro mani da una logopedista e da un giovane dottore in fisica, dichiaratamente dislessico, e col nascosto desiderio di diventare scrittore. L´idea è partita dall´esperienza quotidiana accanto a persone con Dislessia Evolutiva, anche chiamata DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), non solo con soggetti in età infantile, ma dal contatto sempre più frequente con preadolescenti e adolescenti, soprattutto quelli che hanno avuto una diagnosi tardiva (purtroppo ce ne sono tanti) o addirittura giovani adulti.

L´uso delle biografie a fini terapeutici è stato già sperimentato in America. Il nostro libro è nato, in modo particolare, per i ragazzi, che spesso rimangono sorpresi di fronte alla diagnosi, increduli o dubbiosi su cosa possa significare o cosa ha già significato per loro. Le storie dei grandi dislessici (alcuni che sono presupposti tali, altri che lo sono con certezza) possono essere d´aiuto nella comprensione del problema e nei modi di affrontarlo. Vengono proposte 15 storie che, come abbiamo definito, si possono chiamare di “normale dislessia”, perché in fondo queste persone hanno avuto una vita come quella di tanti.

Una particolarità che, però, li contraddistingue, oltre al fatto di essere geniali, è l´approccio particolare ai problemi che pensiamo sia dovuto ad un modo di vedere il mondo non comune a tutti, un modo, appunto, dislessico.

Quindi perché abbiamo preso la decisione di “scrivere” questo libro? Non certo per far dispetto ai dislessici, ma perché crediamo che, nonostante tutte le difficoltà, la lettura possa arrivare a coinvolgere l’immaginazione più di molti altri mezzi. Infatti il lettore deve mettere una parte di sé, della sua immaginazione e della sua creatività in ciò che legge, e questo è importante.

Le storie raccontate sono quelle di: Carlo Magno, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Isaac Newton, Napoleone Bonaparte, Thomas Alva Edison, Albert Einstein, Agatha Christie, Pablo Picasso, Helen Taussig, John Lennon, Nicholas Negroponte, Ann Bancroft, Magic Johnson e Tom Cruise.

straordinaria dislessia

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Essere dislessici non significa affatto non riuscire a realizzare i propri sogni. Partendo da questo semplice, ma non scontato, concetto Rossella Grenci e Daniele Zanoni propongono un testo utile a rafforzare l’autostima di bambini e ragazzi con dislessia. Troppo spesso il ragazzo dislessico viene giudicato pigro, con scarse capacità, non adatto, Storie di straordinaria dislessia dimostra come queste “etichette” siano non solo false, ma anche in assoluto lontane dalla realtà. Convivere con la dislessia non è sempre facile, come afferma Henry Winkler, l’amato Fonzie in Happy Days oggi scrittore di libri per bambini e ragazzi e adulto dislessico, «era dura per me andare a scuola, in tutte le classi. Me la cavavo meglio a parlare e interagire verbalmente piuttosto che a scrivere. Durante tutti gli anni di scuola ero lo zimbello della classe, cosa che mi ha procurato un sacco di guaiUn commento sul libro

Questo libro è scritto con il carattere Easy Reading, ideato per facilitare la lettura.

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