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Sono un’insegnante immeritevole e lo ammetto.

Io ho solo insegnato, negli spazi angusti delle mie aule mi sono sbattuta quotidianamente per cercare di garantire uguali opportunità a tutti, nonostante le difficoltà, le carenze di mezzi e strumenti, mi sono dedicata anima e corpo a loro, i miei alunni ma l’ho fatto in silenzio, a porte chiuse, senza strombazzarlo in giro, senza rendicontare ogni minuto extra, senza chiamare “progetto” ogni attività, senza mettere titoli fantasiosi ad ufficializzare ogni flusso di idee, pensieri, spunti critici e riflessioni che abbiamo fatto insieme.

insegnante immeritevole

SONO IMMERITEVOLE… non ho fatto didattica innovativa in quanto nelle mie classi le LIM non funzionavano e nessuno le ha riparate, la rete era interdetta ed ero costretta a fare gli ascolti con un registratore comprato da me, a far gli schemi con i gessetti colorati comprati da me, a far le fotocopie a colori per i DSA a mie spese, a comprarmi da sola i libri con i materiali adattabili per loro.

SONO IMMERITEVOLE… perché non ho evidenze da allegare relative ai miei rapporti positivi con alunni e genitori (come si fa ad allegare un sorriso, un grazie, un applauso, un abbraccio?). Nessuno è mai venuto a vedere una mia lezione e valutarmi mentre facevo il mio lavoro, mentre insegnavo e tutti invece ora vogliono valutarmi per altre cose, per le ore che ho passato fuori dalle mie classi, per i moduli che ho riempito, per il tempo che ho distolto dal mio vero lavoro, per carriere che non mi competono e non mi interessano.

Io vent’anni fa ho scelto di insegnare e da allora cerco di farlo al meglio delle mie possibilità, non conta più niente? Non è requisito di merito? Peccato perché è l’unica cosa che a me piace fare davvero, non ambisco ad altri ruoli.

Lasciatemi in classe con i miei ragazzi, tenetevi la vostra medaglia e io mi tengo i loro occhi vispi e i loro sorrisi, le loro domande strampalate, il loro sguardo sul mondo da incuriosire e affinare e la loro mente fresca e pulita da arricchire…

Antonella Currò, insegnante

6 Commenti

  1. Cara Antonella Curro’,condivido pienamente il tuo “sfogo”,chi insegna solo per portare un mensile a casa non può capire cosa si prova a guardare in faccia ogni giorno i piccoli che sono lì davanti a noi !!
    Non so farne a meno!!!!

  2. Non dovete screditare le colleghe che hanno meritato il bonus perche fanno lo stesso vostro lavoro, con lo stesso vostro impegno e nelle stesse vostre situazioni ma oltre a insegnare si fanno carico anche degli oneri che questo lavoro comporta. Chi ha ottenuto il bonus, oltre a “guardare in faccia ogni giorno i piccoli che sono davanti ” a lei, si è fatta carico anche della Funzione strumentale che nessuno voleva fare, ha fatto la coordinatrice che nessuno voleva fare, ha fatto la tutor che nessuno voleva fare, è stata segretaria verbalizzante sa del collegio che de consigli d’interclasse perchè nessuno lo voleva fare, si è candidata ed è stata eletta al consiglio d’istituto perchè nessuno lo voleva fare…. Certo anche lei aveva scelto di insegnare in classe ma strada facendo si è accorta che la scuola per funzionare, ha bisogno anche di altre competenze e di molta disponibilità di tempo e di risorse umane. Per questo ha rinunciato al suo tempo libero, ha rinunciato al riposo ed ha anche trascurato la famiglia e la casa…… ha sbagliato???? E’ statp sbagliato assegnarle il Bonus????? A voi l’ardua sentenza!

    • Peccato che in certe scuole l’insegnante che si è sobbarcata anche più di un progetto oltre che fare (bene) il proprio lavoro non ha avuto il bonus! Bonus che hanno avuto invece quelli che hanno riempito un sacco di carte dichiarando cosa hanno fatto (poco). E’ vero che quello che conta veramente è il riconoscimento della validità del proprio lavoro da parte dell’utenza, ma è proprio umiliante non vederlo riconosciuto dal proprio dirigente…

    • Tutte funzioni e attività pagate con il fondo di istituto. Sono funzioni accessorie/volontarie e come tali pagate ma il merito non c’entra nulla!! io non sono nato per fare il missionario ma per fare il mio lavoro di insegnante. Lottate per un contratto dignitoso anziché gareggiare per racimolare qualche soldino

  3. Condivido pienamente Gianna DallaCosta anche io ho avuto il bonus e sinceramente lavoro molto nell’aula. Infatti per accedere ho dovuto consegnare due unita’didattiche realizzate con i bimbi e documentate ,oltre ai corsi di formazione frequentati sempre fuori dell’orario scolasti .Forse andrebbero migliorati i criteri ma purtroppo la s uola si e’trasformata in un’azienda.

  4. Sì è stato sbagliato assegnarle il bonus perché aveva il diritto di vedersi retribuire ogni singola ora dedicata a tutto il lavoro che ha fatto oltre l’insegnamento e qualche volta (diciamocelo) a spese dell’insegnamento.

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