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Brexit, Lo Stop per chi Non Parla Bene Inglese: Porta Chiusa ai Migranti Europei

Con l’approvazione e l’entrata in vigore della Brexit, che ha sancito l’uscita definita del Regno Unito dall’Unione Europea, arrivano delle regole severissime per l’ingresso nel Paese. Il governo britannico guidato da Boris Johnson ha in effetti deciso di rendere più rigida la politica di accoglienza. In tal modo, il Regno Unito ha stabilito di voler chiudere le porte a tutti gli stranieri – compresi noi italiani – che non parlano bene l’inglese. Ma non è tutto.

La ministra dell’Interno Priti Patel ha illustrato questa mattina il nuovo piano di accoglienza, che entrerà in vigore a partire dall’anno prossimo. Lo scopo dell’irrigidimento è solo uno: far entrare solo chi è realmente altamente qualificato e ha già un’offerta di lavoro. Però, anche in questo caso, non sarà così semplice: non si potrà ricoprire un ruolo qualunque, ma si dovrà dimostrare di avere un’offerta di lavoro con una soglia salariale di almeno 25.600 sterline.

inglese
Union Jack flag and Big Ben in background at London Westminster

Si tratterà dunque di un modello a punti. Per cui, si otterrà un diverso punteggio a seconda di alcuni requisiti posseduti, come la lingua, il salario, la mansione lavorativa da coprire e il livello di istruzione. Lo stop arriva pertanto per quei lavoratori poco qualificati, che speravano di poter ottenere un futuro migliore nel Paese.

Tuttavia, le aziende hanno già iniziato a protestare. Si ritiene che senza i migranti stranieri si avrà la difficoltà nel colmare i posti di lavoro. Queste difficoltà saranno maggiori nei settori legati al turismo, all’edilizia, al cibo e bevande, all’assistenza e all’agricoltura. “Alla fine, sarà anche molto complicato attirare i lavoratori di cui abbiamo bisogno a tutti i livelli di abilità, a causa dell’ambiente ostile che si sta creando“, hanno dichiarato le associazioni dei commercianti.

Non è d’accordo il governo inglese. A riguardo, sostiene come l’ondata di immigrazione, garantita dalla libertà di circolazione tra i cittadini dell’Unione Europea, abbia provocato una notevole riduzione dei salari. Per questo motivo, ha fatto sapere: “È importante che i datori di lavoro si allontanino dalla dipendenza dal sistema di immigrazione del Regno Unito“.

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