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Ogni anno a fine maggio inizio a stilare i compiti delle vacanze estive da assegnare ai miei alunni di scuola media; non sono molti: l’ultimo capitolo del libro di storia, un ripasso delle capitali europee o dei capoluoghi di Italia da fare con videogiochi o app, due temini da due facciate l’uno e due libri da leggere.

 

Poi grammatica, data sempre per fasce di livello, in modo che ogni ragazzo non si accontenti del sei ma tenti di arrivare al voto massimo possibile, per avere meno compiti (di solito comunque mai più di 10 esercizi dal libro, praticamente una frase da analizzare ogni tre giorni).

 

Gli alunni si lamentano subito della quantità compiti che hanno ricevuto da tutti i professori, ma poi, quando li contiamo e dividiamo il numero di  esercizi o pagine per il numero di giorni di vacanze, convengono che in tutto si tratta di un’ora di lavoro al giorno più un quarto d’ora di lettura e accettano di buon grado di sottoporsi a questa piccola medicina quotidiana.

 

compiti per le vacanze estive

 

Il vero problema sono i genitori… quando li senti parlare tra di loro, magari al ritiro della pagelle, partono le frasi che farebbero diventare violenta anche la Montessori: “Dobbiamo fare una valanga di compiti” “Anche quest’estate mi tocca lavorare” “Dobbiamo ripassare quasi tutte le materie!”. Per non parlare di quelli che vengono a lamentarsi perché i compiti sono troppi, troppo pochi, troppo lunghi, troppo corti, troppo facili, troppo difficili, troppo troppo…

 

Cari genitori, vorrei permettermi di dare alcuni consigli senza polemica alcuna:

1- Prima di criticare in modo preventivo la quantità di compiti (sono troppi, sono troppo pochi ecc.) domandatevi quali competenze avete per determinare la giusta quantità di compiti da assegnare a vostro figlio, così come succede quando il medico vi dà dei medicinali: se il medico vi prescrive un farmaco, forse è il caso di fidarsi di lui. Se invece vari medici vi hanno dato davvero troppe pastiglie… vedi punto 2!

2- Può capitare che i docenti assegnando gli esercizi estivi, non si siano resi conto della eccessiva quantità data da tutto il consiglio di classe; ciò non è giusto, ma criticare davanti ai ragazzi insegna loro che ogni compito sia superfluo e che la lamentazione sia un buon modo per evitarlo. Sarebbe meglio rivolgersi al coordinatore di classe e far presente l’eccessivo carico di lavoro, se effettivamente c’è, in modo che possa intervenire in tempo e che il carico di compiti non sia eccessivo.

3- Spesso i genitori si spaventano perché, per qualche oscuro e masochistico motivo, si sentono in dovere di fare i compiti al posto dei figli. Secondo questo ragionamento l’adulto che lavora pensa a quanti compiti dovrà fare nelle tre settimane di ferie e quanto tempo libero dovrà sacrificare. Iniziamo invece a pensare che i compiti sono assegnati ai ragazzi e non ai genitori e che i ragazzi hanno da metà giugno a metà settembre di vacanze. Piuttosto aiutateli nell’organizzazione e nel controllo: calcolate un paio di ore di compiti per ogni giorno di vacanze (escluse magari le due settimane che passeranno con voi in villeggiatura, durante le quali potranno solo portarsi dietro i libri di lettura), calcolate quanti compiti dovranno fare al giorno per ogni materia e segnatelo su un grande foglio. Alla sera controllate che i compiti siano stati fatti, se così non fosse, agite secondo il vostro metodo educativo (premiare quando vengono fatti, punire quando non sono svolti, limitare lo svago finché non è stato recuperato ciò che è rimasto indietro…).

4- Se il ragazzo non riesce proprio a fare i compiti senza di voi, rendetelo autonomo, ad esempio spartite con lui i lavori di casa: se dovete dividere il suo carico di lavoro, è giusto che anche il vostro sia diviso equamente!

 


Autore articolo
Sonia Russo

Sonia Russo

Insegnante

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