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Suona la campanella, tu non hai finito di assegnare i compiti, anzi, a pensarci bene hai tagliato anche la tua bella lezione, perché le unità di cinquanta minuti non ti bastano per fare tutto quello che facevi un tempo. I ragazzi parlano a voce alta, si alzano in piedi, e tu non hai più la forza per fermarli… ti sei già arrabbiata con due di loro durante la mattinata, a causa del loro crescente disimpegno e disinteresse per la tua materia.

Sei a pezzi, devi tornare a casa, preparare il pranzo, mangiare velocemente e poi tornare a scuola perché alle quindici ti aspetta una riunione con i mediatori culturali per i tuoi alunni extracomunitari…

Quante volte ti è capitato di trovarti in situazioni simili ed aver pensato che non ce la fai più a continuare così, che non possono chiederti così tanto per una miseria di stipendio che ti danno?!

fasi del burnout

Oggi insegnare è sempre più difficile, la categoria degli insegnanti è posta sempre più sotto pressione, divisa tra quelle che sono le aspettative interne, cioè insegnare secondo i propri convincimenti personali ed il proprio stile professionale e le aspettative esterne, vale a dire ciò che gli alunni, le famiglie e l’organizzazione scuola in generale (colleghi, preside) richiedono all’insegnante stesso.

Negli ultimi anni sono intervenuti anche cambiamenti sostanziali all’interno del sistema scuola che hanno contribuito ad accrescerne la complessità. Innanzitutto è cambiato il modo di rapportarsi dei ragazzi nei confronti degli insegnanti, e sono cambiate le aspettative delle famiglie, diventate sempre più critiche ed esigenti. Anche la trasformazione della società da un punto di vista multietnico e multiculturale ha avuto una conseguenza nella scuola, con un accresciuto numero di alunni extracomunitari nelle classi. Inoltre, il continuo susseguirsi delle riforme, a partire dall’autonomia, all’anticipo scolastico e a tutti i nuovi cambiamenti portati dalla riforma, nonché il continuo aggiornamento dovuto all’evoluzione informatica, hanno contribuito a creare un notevole carico di lavoro per gli insegnanti. Si aggiunga a questo che, sia gli stipendi, sia la considerazione dell’opinione pubblica non compensano tanto sforzo. Tutto ciò ha accresciuto la sensazione dell’inadeguatezza del ruolo riconosciuto all’attività dell’insegnante.

Le conseguenze di questo stato di cose possono portare un insegnante ad uno stato di logoramento ed esaurimento psico-fisico, oggi definito burn-out, che significa letteralmente “essere bruciati”, scoppiati.

La sindrome del burn-out colpisce di solito le persone la cui attività lavorativa ha le caratteristiche di una “relazione di aiuto”, come medici, insegnanti, psicologi, assistenti sociali… in cui è presente quindi anche un forte investimento personale.

Il lavoro riveste un’importanza tale nella vita di relazione che porta l’individuo a non “staccare” mentalmente e a favorire un maggior coinvolgimento emotivo.

Le manifestazioni più evidenti con cui si manifesta la sindrome del burn-out sono:

– affaticamento fisico ed emotivo;

– atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali;

– sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle proprie aspettative;

– perdita della capacità di controllo nell’attribuire la giusta dimensione all’esperienza lavorativa;

A volte nella situazione di burn-out vi si arriva senza accorgersene, e la reazione allo stress, che fino a quel momento aveva avuto una funzione stimolante, può invece degenerare in malattia psico-fisica.

Meazzini nel suo libro “L’insegnante di qualità”, ha individuato quattro tappe o fasi del burnout nella seguente successione:

Prima fase:

– entusiasmo per il lavoro

– impegno sul lavoro

– livello elevato di prestazione

– atteggiamenti costruttivi

– cura della propria persona

Seconda fase:

– affaticamento fisico e mentale

– frustrazione e delusione

– abbassamento della motivazione

– decrescente importanza data al lavoro

– primi sintomi di stress

Terza fase:

– isolamento dai colleghi

– rabbia ed ostilità

– atteggiamento negativo

– abbassamento dell’autostima

– intensi sintomi di stress

Quarta fase:

– cinismo e disfattismo

– assenteismo cronico

– drastico abbassamento della prestazione

– sintomi depressivi

– sintomi di stress molto gravi

Gli effetti di questa situazione, come si può vedere, sono veramente devastanti. La persona carica di energia e di voglia di fare, gradualmente passa dalla collera alla frustrazione fino ad arrivare ad uno stato di reale impotenza.

L’intervento da fare in questi casi, oltre naturalmente ad un sostegno specifico sull’insegnante di tipo psicologico, sarebbe quello di ridimensionare le aspettative degli insegnanti stessi, riconducendole ad un piano più vicino alla realtà, concentrandosi sugli aspetti positivi del lavoro e coltivando interessi esterni all’insegnamento. L’invito è a non focalizzare solamente l’attenzione su aspetti problematici e soprattutto lavorare in compagnia per non sentirsi soli e per condividere le difficoltà.

La sindrome del burn-out riguarda un gran numero di insegnanti, con ricadute non solo sul livello culturale ed educativo dell’insegnamento, ma anche sul livello economico, per i costi sociali che comporta.

Proprio per questi motivi l’attenzione al fenomeno richiede sia interventi a livello individuale, con supporti specialistici di tipo psicologico, sia interventi preventivi sul sistema scolastico nel suo complesso, volti ad individuare precocemente le situazioni a rischio e a creare le condizioni per favorire un maggior benessere personale dell’insegnante all’interno del suo contesto lavorativo. Questo perché, se non è sempre possibile modificare l’ambiente, i ritmi di lavoro e le richieste esterne, può essere possibile fare qualcosa per sé stessi per affrontare meglio le situazioni poco favorevoli.

A questo scopo possono essere utili corsi e seminari su tematiche inerenti la gestione dello stress o la gestione di situazioni problematiche che si incontrano nell’insegnamento. Anche consultare esperti, come psicologi e counselor relazionali può servire a fornire un sostegno ed un aiuto importante al fine di valorizzare gli aspetti positivi individuali e le risorse personali.

Letture selezionate e consigliate

Aiutare senza bruciarsi. Come superare il burnout nelle professioni di aiuto

Lo stress dell’insegnante. Strategie di gestione attiva

Prof, non capisci niente! Manuale di sopravvivenza per insegnanti sotto stress


Fonte: http://www.relazioniinarmonia.it/schede.php?id=burnout&rid=scuola&scheda=RELAZIONI%20A%20SCUOLA