10 commenti su “Insegnare Che Fatica! Lo Psicologo Ci Dice Perché”

  1. Di questi articoli, o almeno di questo spessore, ce ne vorrebbero uno al giorno. Ottima analisi e linguaggio per tutti: da far girare in ogni scuola e darlo a tutti i genitori. Tania

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  2. Bello leggervi! Rincuora sapere che c’è chi comprende anche le quotidiane difficoltà degli insegnanti, il loro desiderio di condividere i problemi e il desiderio di un crescere insieme. È tanto che non percepisco più il “corpo docente”. Grazie!

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  3. Continuate a pubblicare aticoli di questo valore educativo e a consigliare una bibliografia inerente alle problematiche trattate. Grazie

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  4. Articolo realistico e veramente veritiero sulla situazione dei docenti nella scuola attuale.
    Ottima e indispensabile la lettura dei libri proposti per “attrezzarsi” di strumenti e modalità adeguate per affrontare in modo proficuo le problematiche sopra descritte.

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  5. Un articolo preceduto da un titolo che dice tutto o quasi: INSEGNARE…CHE FATICA!
    Alla esauriente, chiara disamina della condizione lavorativa di noi insegnanti d’oggi, come conclusione aggiungerei che sarebbe cosa SAGGIA e DOVEROSA (sia per il bene degli alunni, sia per la salute degli stessi docenti) permettere, a chi ha la netta sensazione di non poter più reggere lo stress emotivo accumulato in tanti anni di servizio, di uscire dall’insegnamento prima di perdere, non solo il rispetto degli altri, ma anche il proprio.
    In parole povere la nostra professione, come ampiamente documentato da studi scientifici internazionali sul burnout, deve necessariamente essere considerata altamente USURANTE

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  6. Tutto giusto. Ma…
    Vi è mai sfiorata l’idea che ci possa essere qualche insegnante che non sia innamorato di questo lavoro, che non si svegli la mattina carico di entusiasmo e voglia di affrontare settemila impegni al secondo e di sentirsi depredare la vita durante la lezione? No?vi suggerisco di valutare l’ipotesi che tra gli insegnanti ci possa essere una specie del genere che dopo tanti anni di sacrifici, di studio, di abilitazioni, scopre che non è quello il lavoro che lo fa svegliare la mattina carico dalla voglia di affrontare il “branco “classe. E non mi venite a dire la banale frase , cambia lavoro. Provate voi a trovarvi a 1300 km da casa per lavoro e a doversi sentir dire di cambiare lavoro a 50 anni in Italia. E non le voglio più sentire le frasi facili come volere è potere. Basta! Ci sono persone che si svegliano la mattina e vogliono semplicemente guadagnarsi da vivere. Anche facendo wuesto irrinunciabile mestiere che si chiama insegnante. Persone che amano semplicemente fare un lavoro sottopagato, sottostimato e sottovalutato.

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