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Diciamo la verità: il Giorno della Memoria ci getta nel panico.

Verso la metà di Gennaio, è possibile vedere nei corridoi delle scuole professori e maestri che si scambiano dvd, liste di film, proposte di attività.

giorno della memoria

L’anno scorso per esempio un mio collega si è trovato a vedere Train De Vie con due classi: una quinta elementare e una prima media. Si erano scordati di una scena di amplesso, di un finale aperto da interpretare, dei riferimenti alla filosofia di Marx e alle parole yiddish: sguardi nel vuoto dei piccoli poveri spettatori.

Ecco io credo che scegliere un film da far vedere in classe sia una scelta molto delicata soprattutto se si tratta di un tema del genere.

Bisogna selezionare bene le pellicola a seconda dell’età che abbiamo di fronte.

 

#1. Per l’ultimo triennio della Scuola Secondaria di Secondo Grado

La scelta è ampia e dipende dal percorso che il docente decide di fare, se più sociologico, filosofico, politico: Train De Vie (soprattutto se siamo in un liceo), Schindler’s List, Jona Che Visse Nella Balena, Il Giardino Dei Finzi Contini.

 

#2. Per il biennio della Scuola Secondaria di Secondo Grado

Il Diario Di Anna Frank, ci sono anche Jona Che Visse Nella Balena (da segnalare una scena un po’ spinta) e Il Pianista e anche Concorrenza sleale, che ci permette di avviare un percorso didattico focalizzato sulla questione delle scelte dei singoli, sulle responsabilità che ciascuno ha nei propri comportamenti.

 

#3. Per la Secondaria di Primo Grado

Oltre al già citato Il Diario Di Anna Frank, ci sono Il Bambino Con Il Pigiama A Righe e Arrivederci ragazzi, film sempre validi e tratti libri di grande importanza. Ciò permette quindi di intraprendere un doppio percorso oltre che sull’analisi del tema anche sul rapporto tra cinema e letteratura.

Poi c’è Perlasca, un eroe italiano (se non ci sono problemi di tempo, perché si tratta di una produzione Rai composta da due puntate di 100 minuti ciascuna), il film ci permette invece di dare risalto a una figura che per molti anni non è stata presa in considerazione.

 

#4. Per la primaria

l classico non si batte La Vita E’ Bella (Sempre se si decide di mostrare un film del genere nella scuola Primaria).

Lo so, molti di questi film i vostri studenti li hanno visti tante volte, ma c’è un motivo: sono belli e adatti a loro.

Attenzione per esempio alle nuove uscite: nel 2005 è arrivato Senza destino: dura più di due ore e presenta moltissime parolacce e particolari crudi. Inoltre il film, come ha scritto la critica, sembra “un’antologia di tutte le efferatezze dei tedeschi”.

Non dimentichiamoci invece di youtube, che offre molto documentari come per esempio questo girato da Hitchcock:

 

 

Sul sito del Corriere della sera c’è un frammento dell’opera rimasta dimenticata per più di 60 anni e oggi riscoperta grazie all’Imperial War Museum di Londra.

Le immagini non sono chiare e non ci sono sottotitoli, ma la voce di Hitch è cristallina e di facile traduzione. Adatto, quindi, ai ragazzi della Superiori anche per spiegare l’importanza dei registi chiamati a ricostruire la seconda guerra mondiale.

 

Un altro classico è Primo Levi?

Sicuramente, e allora perché non andare a scovare una delle tante interviste presenti su YouTube. Il sito ne custodisce tante e di varia durata, basta saper scegliere.

 

Oppure ci sono le testimonianza dei sopravvissuti molto intense e toccanti. Alcuni testimoni sono tornati nel campo di concentramento e hanno descritto ciò cosa accadeva e le loro emozioni.

Oppure ecco l’intervista a Liliana Segre, delicata e commovente:

YouTube offre un pozzo di documentari di varia durata e intensità.

Il documentario permette di vedere una realtà senza ricostruzioni o fiction e di usare anche il tempo di avviare una discussione.

 

Per finire due consigli:

1. Prima di far vedere un film ai nostri ragazzi, (ri)vediamolo da soli, perché la memoria fa brutti scherzi e ciò che ci ricordiamo bellissimo, magari non si rivela adatto ai nostri studenti.

2. Non scegliamo film troppo crudi con la scusa del “ma tanto in tv vedono di peggio”.

Sì può essere vero, ma in sincerità io personalmente non ho avuto modo di fare una censimento delle visioni casalinghe dei miei studenti, quindi non posso dire con certezza cosa sono abituati a vedere. Può accadere che in mezzo a un gruppo di studenti abituati ai film horror ce ne sia qualcuno che si sente profondamente colpito. E la scuola deve tutelare tutti.

Mi si potrebbe obiettare che questa era la realtà dei campi di sterminio: violenza e cattiveria.

Giustissimo, ma siamo tenuti a mostrare in male in tutta la sua banalità, per usare una parola cara ad Hannah Arendt, a un pubblico così giovane?

Pensiamo veramente che una realtà così difficile da capire per gli adulti può essere condivisa con un pubblico di adolescenti e di bambini?

Che rapporto c’è tra il crudo realismo ed estetica cinematografica?

Non è forse il caso di interrogarci su questi aspetti prima di una proiezione?

E infine non rischiamo di diventare complici di un abbassamento del livello di percezione della violenza?

 


Autore articolo

Francesca Monetti

Elisabetta Monetti

Insegnante, blogger

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