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Un’insegnante della direzione didattica Saverio Cavallari di Palermo è stata aggredita dalla madre e dalla sorella di un suo alunno a causa di una nota sul diario.

pugno in faccia alla maestra

All’uscita dalla scuola elementare sita nella zona di Romagnolo a Palermo le due donne hanno raggiunto infatti l’insegnante aggredendola primaditutto verbalmente, per arrivare poi ad un pugno in faccia che ha causato ecchimosi sul volto della maestra, oltre alla rottura degli occhiali.

Le due ritenevano che l’insegnante avesse adottato verso il bambino un comportamento aggressivo ed hanno quindi reagito con la violenza. La scuola ha ovviamente lanciato l’allarme al 118, la donna è stata medicata dai soccorritori, e nel frattempo la ricostruzione dell’accaduto è passata nelle mani della polizia.

Il capoluogo siciliano non è nuovo ad episodi di violenza nei confronti di insegnanti; già l’anno scorso ci fu il caso eclatante di un professore ipovedente che venne preso a calci e pugni dal padre di un alunno.

Il docente riportò delle ferite che gli costarono 25 giorni di prognosi; causa della violenza fu in quel caso un rimprovero nei confronti del figlio dell’aggressore. Anche nell’istituto comprensivo Ignazio Florio lo scorso anno si è assistito al caso del collaboratore scolastico di 43 anni che aggredì una professoressa del figlio che aveva fatto notare il numero elevato di assenze del ragazzo.

In riferimento a questi avvenimenti, il segretario generale Cisl Palermo Trapani, Leonardo La Piana, ed il segretario Cisl Scuola Palermo Trapani, Vito Cassata, essendo venuti a conoscenza di quest’ultimo episodio ai danni di Saverio Cavallari, sono intervenuti asserendo: “Mai e poi mai la violenza, che sia verbale o fisica, può essere considerata una reazione ad una nota, un voto negativo o qualunque altro rimprovero da parte di un docente. Non conosciamo bene i fatti, e il motivo per cui le donne che hanno aggredito l’insegnante hanno ritenuto sbagliato il suo atteggiamento nei confronti del bambino, esistono degli organi interni alla scuola ai quali eventualmente riferire. Per gli operatori della scuola che lavorano spesso in difficili condizioni, è fondamentale agire in condizioni di serenità. Tutti questi episodi riaccendono i riflettori sul modello educativo nelle scuole e nelle famiglie che deve mirare piuttosto al rispetto necessario nei confronti di chi ha da sempre un ruolo fondamentale nel percorso di crescita dei nostri ragazzi”.