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È un tema molto delicato quella della cannabis e della sua liberalizzazione. È un tema che divide in due il nostro Paese. Da un lato, c’è chi ritiene impensabile dover rendere legale una droga simile. Si affermano frasi del tipo: “La cannabis è la porta d’ingresso per le altre droghe“, “Fa i buchi nel cervello“, “Prima i ragazzini si fumano le canne, poi passano ad altro“. Dall’altro lato, invece, c’è chi sostiene la necessità depenalizzare l’utilizzo personale di questa sostanza, in modo da garantire una serie di risvolti politici, sociali ed economici. Primo fra tutti, vi è la possibilità di indebolire il traffico prodotto dalla criminalità organizzata. In secondo luogo, i dati scientifici hanno evidenziato come la lotta contro la droga non abbia prodotto alcun risultato, ma abbia portato solo lo Stato a spendere miliardi di euro per contrastare il fenomeno.

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Però, mentre tutto il mondo cerca di depenalizzare e quindi rendere legale l’utilizzo della cannabis, l’Italia torna indietro. Non solo rifiuta tutte le proposte che potrebbero andare in tal senso, ma addirittura pensa a inasprire le pene. In tal modo, propone l’arresto immediato con custodia cautelare in carcere per chi, sebbene non recidivo, spacci piccole quantità di sostanze stupefacenti e chi le consuma. Risultato? I narcotrafficanti, i quali guardano la compra-vendita dall’esterno, continuano a guadagnare indisturbati.

Secondo un gruppo di analisi del settore, i Prohibition Partners, tutti i paesi europei dovrebbero impegnarsi alla legalizzazione della cannabis. Solo così, in base a quanto è stato stimato, si potrebbe avere un mercato pari a 123miliardi di euro entro il 2028. Una cifra assolutamente da prendere in considerazione, visto che potrebbe far risalire l’economia di ogni Paese.

Tuttavia, da una parte ci sono Stati come la Spagna, la Germania, l’Olanda e la Croazia che stanno effettivamente lavorando e discutendo su come rendere il tutto possibile. Martina Holy, per esempio, ha avanzato una proposta di legge che rendere legale la coltivazione di 9 piante ai maggiorenni. A riguardo ha spiegato: “Le persone hanno bisogno di essere educate e di cambiare il loro atteggiamento. Il potenziale di dipendenza della cannabis è inferiore rispetto al potenziale di dipendenza della nicotina e dell’alcol“. Dall’altra parte, invece, l’Italia resta ferma, ancorata a idee pseudo-medievali e poco ancorate ai principi scientifici.