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Solo cinque/sei anni orsono, parlare dell’introduzione del web nel mondo della terza età pareva un’autentica eresia! A maggior ragione ancora oggi poter pensare a laboratori nelle case di riposo sembra qualcosa di assolutamente irrealizzabile.

L’antica confusione infatti, che spesso viene fatta tra corsi di informatica vera e propria, quindi videoscrittura, calcoli ecc. e il mondo del web genera ancora oggi, peraltro, grossi equivoci.

Navigare in internet nel 2016, in realtà, significa fare molte cose differenti tra loro e soprattutto completamente diverse da quanto accadeva soltanto pochi anni fa!

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Il web in casa di riposo… per chi?

Nelle conferenze divulgative e nei laboratori che effettuo da alcuni anni per la Terza età, ma anche nei moduli che sto proponendo attualmente nelle case di riposo, ho davanti a me e mi rapporto con un tipo di utenza chiaramente eterogeneo per età, bisogni e cultura: nel caso di utenti di case di riposo ci troviamo davanti spesso a persone affette da patologie di vario genere, leggere o più pesanti, nei confronti dei quali ci si trova scoraggiati anche nell’organizzazione di piccoli percorsi di autonomia.

In alcune zone del nostro paese, nelle strutture ricettive di assistenza, vengono utilizzati softwares e progettazioni volte a stimolare e favorire, in alcuni dei degenti affetti da patologie di vario genere, partecipazione sociale, comunicazione, stimolazione, riabilitazione, potenziamento e mantenimento delle autonomie, con l’uso di tecnologie informatiche e assistive per persone non autosufficienti.

Cosa fare?

Come introdurre allora il web in un contesto simile e alla ricerca di risultati che possano offrire un ritorno accettabile in termini di soddisfazione e di utilità? Dopo aver compiuto uno screening di massima, con il personale di riferimento, volto a conoscere la tipologia, i bisogni, le problematiche di chi si ha davanti, si può pensare alla realizzazione di piccoli moduli di avvicinamento all’informatica, ma non a quella “tradizionale” cui accennavo in apertura, bensì al web ed alle incredibili potenzialità che internet può offrire.

Cosa fanno oggi gli anziani su web?

Oggi, con internet alla portata di tutti, anche la terza età, giocoforza, si sta avvicinando alle grandi opportunità che la navigazione e la posta elettronica offrono con una velocità incredibile! Se pensiamo a quelli che io definisco “Nonni 3.0” e che ho davanti nei corsi che effettuo in Trentino e in Toscana, abbiamo al nostro cospetto persone autosufficienti, in grado di utilizzare Facebook o Twitter alla ricerca di amicizie perse nel tempo o di nuovi contatti; o, grazie a Whatsapp, scambiarsi biglietti di auguri virtuali, filmati dei nipotini e appuntamenti per l’aperitivo… o addirittura organizzare viaggi, cene, escursioni, magari consultando il meteo, tramite il proprio smartphone o il proprio tablet!

Come utilizzarlo in Casa di Riposo?

In alcune strutture ricettive per anziani del nostro paese, vengono utilizzati particolari softwares dedicati e tarati sulla riabilitazione di pazienti adulti nell’ambito per fare soltanto qualche esempio dell’attenzione selettiva visiva, della memoria visuo-spaziale e del linguaggio adatti magari a patologie neurologiche e cerebrovascolari o alla rieducazione in caso di disturbi di attenzione e memoria e di disturbi del linguaggio.

I moduli che propongo nelle strutture assistenziali vogliono offrire un aiuto alla persona perché attraverso diversi stimoli, possa trascorrere momenti positivi e al contempo portino alla riflessione su quanto visto, discusso o anche immesso nel web tramite programmi di videoscrittura!

Un esempio pratico: alla ricerca del tempo perduto

Poniamo di metterci alla ricerca dei luoghi o dei fatti che hanno caratterizzato un determinato periodo! L’elezione di un Papa, la vittoria ai mondiali del 1982, la disgrazia di Stava per rimanere a tre esempi noti. Attraverso l’utilizzo dei social, di youtube, googlemaps potremo organizzare una ricerca “orizzontale” che produca testimonianze, cartine, foto, canzoni, video, testi… In un gioco di rimandi continui potremmo strutturare percorsi, nei quali l’anziano possa riconoscere e valorizzare la propria storia antica ed attuale.

Ecco allora, a mio giudizio, a cosa possa servire internet grazie ad una lettura che sia il più possibile agganciata al tempo presente ma impreziosendo il proprio patrimonio passato.

 


Autore articolo
Francesco Bindi

Francesco Bindi

Divulgatore ed educatore

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