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Negli ultimi posti della classifica mondiale. È lì che si trova l’Italia. Parliamo della percentuale dei quindicenni che esprimono il desiderio di diventare insegnanti.

 

1,1%, praticamente un giovane su cento sogna di diventare come quei professionisti che vedono davanti a loro tutti i giorni, in classe. Dietro di noi solo Ungheria, Germania ed Estonia. La classifica, stilata dall’OCSE e visibile qui, vede ai primi posti la Turchia, con il 25%, cioè 1 studente su 4, seguita da Korea, con il 15,5%, e l’Indonesia con il 12,1%.

 

La media mondiale di questa indagine effettuata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è del 4,8%, quasi 1 studente su 20, 4 volte tanto il “sogno di diventare insegnante” dei nostri ragazzi.

 

I motivi? Beh sicuramente la considerazione sociale: la costante messa in discussione dell’operato degli insegnanti italiani scoraggerebbe chiunque nel volersi ritrovare nei loro panni. Altro motivo potrebbe essere il salario percepito: seppur molti continuano ad inneggiare ai famosi 3 mesi di vacanze dei docenti, e non è proprio così (ne abbiamo parlato qui), un insegnante italiano appena entrato di ruolo percepisce intorno ai 1.100 euro, cifra nettamente inferiore a ciò che si ritrovano scritto in busta paga i colleghi europei. Non dipende sicuramente dalla qualità dell’insegnamento dei professori italiani: molti insegnanti hanno dichiarato apertamente di aver scelto di svolgere questa professione grazie al loro “cattivo maestro”. Il fatto di veder davanti a sé una persona spenta, demotivata, inadatta professionalmente e incapace nella gestione dei rapporti con le persone, ha motivato così tanto quegli studenti al punto di aver acceso in loro il desiderio di essere migliori di quella persona che avrebbe dovuto tirargli fuori quel fuoco di passione insito in ogni adolescente o di far scoprire quel talento nascosto che pochi altri avrebbero le possibilità di scovare.

 

Perché gli studenti lo sanno, quanto insegnare è importante. Perché i ragazzi sognano di poter insegnare ciò che di meglio sanno. Ma non ora, non in queste condizioni.

 

diventare insegnante