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La buona scuola inizia sempre da un buon maestro. E al buon maestro non si poteva non dedicare non un giorno bensì una intera settimana per dirgli o dirle grazie per quello che fa o a fatto per noi. Dedicare un hashtag #RingraziaUnDocente può sembrare una piccola cosa, ma il messaggio che manda è forte e possente. I comici Paolo Ruffini, Carlo Verdone, Angelo Pintus hanno aderito con l’entusiasmo che è loro proprio e non mancheranno di scrivere il tweet #RingraziaUnDocente indirizzato ad un loro insegnante.

 

Chi ha lasciato alle sue spalle ormai da tempo gli studi, nel suo cuore e nella sua mente mantiene sempre vivo il ricordo di chi lo ha guidato nei suoi studi, supportandolo ed aiutandolo nel suo percorso.

 

Anche chi siede ancora tra i banchi – ma anche tanti genitori degli studenti – racchiude in sé un senso di riconoscenza e di apprezzamento per chi gli sta fornendo quelle chiavi di lettura che lo aiutano a formarsi e a diventare un adulto preparato per affrontare il domani.

 

Questo il senso intrinseco di una iniziativa che abbraccia l’intero pianeta e che da qualche tempo, grazie ad una sinergia tra Your Edu Action, MasterProf e i ragazzi dell’Istituto Galilei-Costa di Lecce sta prendendo sempre più piede anche in Italia.

 

Si tratta della “Settimana Italiana dell’Insegnante”, che nel 2015 come oggi così come domani si svolge nella prima settimana del mese di maggio e che è giunta alla seconda edizione. L’edizione del 2016 si snoda da lunedì 2 a domenica 8 maggio. Quello che viene richiesto è un piccolo sforzo, ma dall’immenso significato: dedicare pochi istanti della giornata per dire grazie ai propri insegnati di oggi e di ieri.

 

Questo è quel che faranno sia persone comuni così come personaggi del mondo della cultura, dell’informazione, dello spettacolo. Tra questi ultimi, come ricordato all’inizio, il brioso conduttore televisivo Paolo Ruffini, notissimo anche per le sue divertenti interpretazioni. Ha anche un blog dove annota le sue emozioni e dice la sua su come la pensa.

 

Paolo Ruffini

 

Nel suo spazio sul Web parla anche di quando era uno studente e lui – che probabilmente oggi non rinuncerebbe mai ad Internet – non nasconde una certa nostalgia per un’epoca in cui per una ricerca scolastica si usavano ancora i libri e non pochi clic di un mouse su uno schermo.

 

Ecco quello che ha scritto in proposito sul suo blog: “Con l’avvento di Internet e della tecnologia in generale sono cambiate tantissime cose rispetto a diversi anni fa. Il radicale cambiamento nelle nostre vite è avvenuto appunto quando Internet ha preso il sopravvento all’uso dei libri. Vent’anni fa si leggeva sicuramente di più e si perdeva meno tempo in stronzate, possibile? Sì. Perché non mi dite che quando fate una ricerca (perché no, scolastica) al computer non date un occhio a Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat, e chi più ne ha più ne metta. Prima c’erano meno distrazioni… Come vi avevo già accennato in un articolo, a scuola non ero una cima però mi piaceva acculturarmi. Mi piaceva scoprire nuove cose. Non conoscevo il significato di una parola? Dé, la andavo a cercare sulla Treccani. Prima ancora si utilizzava l’enciclopedia I Quindici… Come dicevo, ora i ragazzi sono facilitati abbestia… E si sta meglio ora sicuramente! Però vuoi mettere l’odore del libro vissuto invece della vista di uno schermo luminoso?”.

 

Un amore per i libri che gli sarà stato trasmesso di certo da un insegnante e per sapere a chi dirà “grazie” dal profondo del suo cuore non dovremo che leggere a chi dedicherà il suo #RingraziaUnDocente.