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Molte cose sono cambiate nel corso degli anni, ma una in particolare è di grande rilievo: la graduale scomparsa del corsivo. Infatti è già da circa mezzo secolo che non è più previsto il suo insegnamento nell’ambito della didattica scolastica. Rischia il pensionamento anche la grande amica degli alunni, ovvero la penna, che potrebbe essere soppiantata da tablet e simili.

perdita del corsivo

Francesca Blasetton, presidente dell’Associazione Calligrafica Italiana ha constatato come la penna cancellabile sia stata deleteria perché, cancellando, non si vedevano i propri errori e non si era spinti verso il miglioramento. La presidentessa ammette che la stilografica era un elemento molto importante per migliorare la propria grafia, perché permetteva di assumere una postura corretta e di fare attenzione alla pressione da esercitare. Conclude con amarezza riguardo gli smartphone e tablet che stanno dando il colpo di grazia alla capacità di scrittura.

È sempre più frequente infatti vedere dei bambini che imparano a muovere prima il dito su di uno schermo touch e poi apprendano la scrittura con la penna. Questo ha portato ad una progressiva ibridazione della scrittura nata dalla mancanza di un corretto uso del corsivo: i ragazzi preferiscono lo stampatello e da questo nasce un “minestrone grafico” formato da stampatello e corsivo con le lettere attaccate le une alle altre.

1 COMMENTO

  1. Fortunatamente non è sempre così. Da anni molti insegnanti hanno ripreso l’insegnamento del corsivo, spesso su indicazioni di noi grafologi ri-educatori della scrittura. Ciò evita molte disgrafie. Inoltre la scrittura è una forma di comunicazione che le persone non devono perdere! Come molti sanno la grafia parla dell’autore e anche mescolare corsivo e stampatello in uno stesso scritto ha il suo significato psicologico.

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